Primo maggio, la festa del lavoro listata a lutto

Grottaminarda- Non festa ma funerale per il lavoro che non c’è più. Primo maggio, a Grottaminarda. Sfilano vestite di nero le tute blu della Irisbus. Troppe vertenze in Irpinia: i forestali, i metalmeccanici, gli operai dell’ex Isochimica.

Tra rabbia e protesta il corteo si snoda lungo le strade centrali della cittadina ufitana. Accanto ai lavoratori ci sono i sindacalisti,  i sindaci, e soprattutto le famiglie, la gente comune che fatica a tirare avanti. Il lavoro come diritto ma calpestato. Il lavoro che diventa scommessa, dramma, favore, miraggio. Soltanto due giorni fa ad Avella, un’ex guardia giurata, Gavino Vecchione, 48 anni, si è sparato un colpo di pistola alla testa dopo aver perso il lavoro. Vite segnate, vite spezzate. Sogni che si infrangono, destini che si incrociano. Si prova a ripartire ma dove, come? A Grottaminatda si ritrovano i volti storici della protesta di fabbrica. Uomini e donne vestiti di nero che non si arrendono, non si rassegnano. Il lavoro, fondamento della Costituzione repubblicana italiana, è uno slogan ritmato, scritto sugli striscioni. E’ antidoto contro la crisi, parola chiave e magica per esorcizzare il futuro.

E il futuro dei lavoratori irpini è un buco nero che ha ingoiato le speranze.