Irpino superstite in Emilia

A Julios Grasso, irpino verace trapiantato con la famiglia a Carpi nel modenese, il terremoto ha fermato l’attività della sua avviata azienda in Emilia.

“L’abbiamo scampata nell’80 e ora stiamo qui a fare la conta dei danni – esclama Julios-. Non ci voleva proprio questa batosta e non sarà semplice con la crisi che già c’è ripartire”. Julios e il papà Emilio però non si rassegnano e non si lasciano andare alla disperazione. Bisogna reagire e lottare contro il fato per ricominciare anche se ci si guarda attorno e si vedono solo macerie e persone che vagano alla ricerca di qualcuno o di qualcosa. “Da meridionali conosciamo bene la sofferenza e i sacrifici – continua ancora Julios Grasso- e sono sicuro che ci rialzeremo. Dobbiamo farlo, e non molleremo nonostante la paura di altre scosse”. La gente d’Irpinia che ha sofferto 30 anni fa quello che stanno soffrendo si sta dimostrando attaccata a loro ed infatti amici e parenti telefonano ogni giorno. La solidarietà tra popolazioni provate dal terremoto è anche questa e la dignità dimostrata dagli emiliani che vogliono ricominciare subito è qualcosa di eccezionale.