Così parlò….Passera

Dopo un periodo di stasi e sonno che hanno  reso Marchionne l’uomo-svizzero(è residente e domiciliato lì) più potente d’Italia, il governo parla, si fa sentire per bocca del ministro dello Sviluppo economico che si inserisce(ma dovrebbe esserne parte integrante) nella partita Fiat. Così, dopo i richiami dei sindacati, Corrado Passera chiede chiarimenti al Lingotto sul futuro del progetto “Fabbrica Italia” definito dal gruppo torinese “vecchio perché il mercato è crollato”. Così Passera ha detto: “E’ giusto, importante ed urgente fare chiarezza al più presto possibile al mercato e agli italiani. Il governo ed io faremo tutto il possibile, nell’ambito delle norme, per assicurare che le responsabilità che Fiat ha preso nei confronti dell’Italia vengano rispettate e ben chiarite…è ovvia l’attenzione del governo sul settore dell’automotive. Vogliamo capire fino in fondo le implicazioni di una serie di annunci che si sono susseguiti e che non permettono ancora di comprendere le strategie di Fiat in Italia. Faremo di tutto perchè nell’ambito della crescita di Fiat l’Italia abbia un ruolo importante. Non è pensabile che la politica si sostituisca alle scelte imprenditoriali e di investimento ma assicuriamo massima attenzione ed impegno”. E Bonanni, segretario della Cisl, dice: “Chiedo con molta insistenza a Marchionne di arrivare a un chiarimento pubblico con noi prima di presentare il piano a ottobre per fugare ogni equivoco. L’Italia è specializzata negli scontri e spero si specializzi negli incontri. La Fiat deve chiarire al più presto, deve farlo prima di presentare il piano”. Ma come è possibile tollerare che una azienda che in passato ha avuto soldi pubblici faccia il brutto ed il cattivo tempo decidendo la vita ed il futuro delle famiglie degli operai FIAT e di quelli dell’indotto? Quando Passera o chi per esso deciderà di favorire l’ingresso in Italia di capitali freschi attraverso una defiscalizzazione che duri per i primi 5 anni di produzione ed un taglio del costo del lavoro? I soldi possono trovarsi tagliando gli sprechi: l’Italia spende il 12,6% dell’Irpef incassato dallo Stato(spesa totale di 24,7 miliardi di euro) all’anno solo per la politica. Si potrebbe industrializzare tutta l’italia tagliando del 50% questi costi.