39 anni fa moriva Salvador Allende

Valparaiso, città cantata dal grande Neruda, il 26 giugno del 1908 vide la nascita di un uomo vero, difensore della democrazia e dello Stato, politico cileno, primo Presidente marxista democraticamente eletto nelle Americhe. Egli fu Presidente del Cile dal 3 novembre 1970 fino all’11 settembre 1973, data che segnò anche la sua morte, violenta, avvenuta a a seguito di un colpo di stato militare appoggiato dagli Stati Uniti. Laureatosi in medicina all’Universidad de Chile nel 1933, partecipò alla fondazione del Partito socialista cileno e successivamente fu eletto deputato del parlamento cileno nel 1937. Nel 1943 venne scelto come segretario dei socialisti e ricoprì la carica di ministro della sanità e nel 1945 divenne senatore. Nel 1970 ottenne la vittoria elettorale come candidato “marxista” alla nomina a presidente della repubblica del Cile, quindi presiedette un governo di coalizione. Nel 1973 un golpe organizzato dall’esercito causò la sua morte in circostanze drammatiche(forse suicidio) nel palazzo presidenziale, portando al governo il generale Pinochet che instaurò una dittatura militare. I suoi sostenitori si riferiscono a lui come Compañero Presidente e fu un vero rivoluzionario non violento. I Nomadi, gruppo nato negli anni ’70 il cui leader fu fino alla sua morte(1992) il grande Augusto Daolio,  ha dedicato a Salvador Allende una canzone bella ed interessante. In breve e senza pretese, questa la storia di quello che è successo in Cile e a S.Allende negli anni ’70. Tragico il fatto che nessun politico di oggi sia come Allende  e tanti altri eroi: abbia cioè quegli ideali, quell’interesse verso la democrazia, la patria, la libertà.