Il mio amico di sempre non c’è più. Ora ho il mio smartphone

L’estate è il periodo dell’anno in cui si sta di più con gli amici, in cui ci si diverte, si chiacchiera. E’ vero, ma lo era ancor di più fino a qualche anno fa, quando il cellulare occorreva soltanto per telefonare gli altri o mandare sms per organizzarsi per la serata: quando si usciva e ci si disconnetteva da internet, dalla rete telematica internazionale. Oggi non è più così.

Per un verso i nuovi telefonini, gli smartphone ci permettono di avere un computer sempre con noi, di velocizzare alcuni processi, per cui possiamo leggere immediatamente mail di lavoro, per l’altro verso possiamo pensare alla scorsa estate. Abbiamo trascorso un’intera estate costantemente connessi ad internet, a scrivere agli amici su Whatsapp, ad inserire “cinguettii” su Twitter, a pubblicare post, foto e commenti e a taggare amici, a condividere la nostra posizione su Facebook. Abbiamo condiviso foto delle calde serate d’estate e delle nostre vacanze, in modo che persone che abbiamo tra i nostri contatti dei più diffusi social network, distanti chilometri e chilometri e che talvolta non conosciamo personalmente, potessero sapere ciò che stavamo facendo, dove eravamo e con chi, in tempo reale. Ma i nostri amici? L’amico seduto sul muretto accanto a noi, o allo stesso tavolino di un bar? No, lui non sapeva ciò che stavamo realmente facendo, ci vedeva distratti, silenziosi.

La spiegazione di tutto ciò va ricercata agli albori dell’ampia diffusione del telefono cellulare. Inizialmente il cellulare rappresentava la possibilità per persone di un certo status sociale e che assolvevano ad una qualche funzione sociale rilevante (politici, medici) di essere sempre rintracciabili. Successivamente, hanno cominciato a diffondersi rapidamente per la sola volontà delle persone di sentirsi più vicine agli altri, di poter incrementare i contatti. Ma la tecnologia della telefonia mobile ha fatto rapidissimi passi avanti, per cui se prima l’obiettivo era semplicemente quello di acquistare un telefono cellulare, oggi l’obiettivo consiste nello scegliere lo smartphone con le applicazioni migliori, quello che ha prestazioni più elevate per la navigazione in internet, quello, insomma, all’“ultimo grido”. A conferma di tutto ciò è sufficiente pensare all’immissione sul mercato dell’Iphone 5, alle lunghe file davanti ai negozi fino a notte fonda per potersi assicurare l’ultimo smartphone messo in commercio.

Reale necessità o solo volontà di seguire una moda? La moda di una società che ci vuole tutti costantemente connessi al World Wide Web, la moda di una società che di sociale, ormai, ha ben poco: le relazioni faccia-a-faccia, hanno ormai lasciato il posto alle relazioni telefoniche e virtuali, una società che, anche quando ci si trova ad occupare fisicamente lo stesso luogo, ci porta a preoccuparci più di comunicare con l’amico di social network che con l’amico di sempre, l’amico delle serate estive …