Le luci cinesi di Rondoni al Teatro Gesualdo

Avellino. La mostra fotografica di Enrico Rondoni, Luci Cinesi 1982-2011, rimarrà a disposizione del pubblico, nella splendida cornice del Foyer del Teatro Carlo Gesualdo, ancora un’altra settimana.

La mostra è il frutto di 4 viaggi di Rondoni nella Repubblica Popolare Cinese, dal primo nel 1981 all’ultimo in Tibet nel 2011.

Il reportage di Rondoni è particolarmente interessante e suggestivo poiché attraversa una nazione, la cui cultura, storia e tradizioni, negli ultimi anni, hanno sempre più interessato il pubblico,  ossia la Cina. Inoltre, Rondoni mette a confronto la Cina dei primi anni ‘80 con quella odierna. Il viaggio nella storia è scandito da ben cento fotografie in bianco e nero, divise a loro volta in quattro tappe: quella del 1981, del 1983, del 2010 ed infine del 2011. Quest’ultime raccontano le vicissitudini degli ultimi trent’anni che hanno portato alla profonda trasformazione sia interna che esterna di quello che una volta era il cosiddetto ‘Impero di mezzo’. Rondoni ci mostra città conosciutissime e singolari come Pechino e Shanghai, ma anche altri centri meno noti come  Xi’an a Chengdu, Nanchino e Hangzhou. Le foto sono notevoli poiché mostrano un paese pieno di fascino e tradizioni ma ancora molto lontano dalla moderna Cina che ora conosciamo. Infatti, gli scatti del 1981 e del 1983 raccontano di un mondo ancora contadino, una popolazione vestita tutta uguale, di città senza auto private e di un sistema industriale arretrato di mezzo secolo rispetto a quello occidentale.

A tal proposito Rondoni ha raccontato: “Tornare nella Repubblica Popolare Cinese nel 2010, in occasione dell’Expò di Shanghai, e verificare di persona il grande cambiamento che aveva fatto questo Paese dall’ultima volta che lo avevo visitato nei primi anni ’80, è stato uno shock ed uno stimolo. Ad ogni angolo il Paese era cambiato, progredito e trasformato in modo impressionante. Non più le divise blu tutte uguali, il Paese delle biciclette, ma una realtà che in un trentennio aveva fatto un ennesimo grande balzo in avanti che vale un secolo, e non solo nelle apparenze. Di simile a quanto avevo visto nei viaggi del 1981 e del 1983 era rimasto solo il partito unico e qualche vicolo di Shanghai, anche gli hutong di Pechino stanno, infatti, cambiando”

 Mettere a confronto gli scatti di 30 anni fa con quelli odierni implica ripercorrere, anche solo per un attimo, il grande balzo in avanti di un paese che oggi coinvolge il futuro di tutto il mondo. Afferma ancora Rondoni: “Non è casuale  la scelta di terminare questo viaggio nel tempo in Tibet. I bambini di una comune contadina degli anni ’80 e quelli del 2011 in un paese tibetano sono infatti i simboli di un Paese che stava cambiando allora e che ancora deve trovare risposte per il futuro oggi, nell’anno del Drago in cui cambieranno i vertici del Partito.”

La mostra è aperta al pubblico dal Martedì al Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.