Vecchi disegni nei volti in esposizione al Carcere Borbonico di Avellino

Avellino. Il 10 Novembre è stata inaugurata presso il Carcere Borbonico di Avellino un’esposizione, Vecchi disegni nei volti di Ugo Adda, che si basa su ritratti fotografici di anziani in bianco e nero. Il singolare viaggio fotografico, come ben suggerisce il nome della mostra, cerca di cogliere tramite linee, contrasti, sguardi, gesti, ed espressioni la psicologia, la storia e i tratti somatici del soggetti, che in questo caso sono tutti anziani. Quest’ultimi sono stati tutti colti durante svariati momenti del giorno e in più città: Napoli, Roma, Milano ed infine Malaga.

Nell’affrontare questo insolito percorso, Ugo Adda  ha preteso dalla fotografia precise risposte: ha voluto solo il bianco e nero. Una scelta che, rispecchia anche l’attuale crisi dei valori della fotografia e non solo. Adda ha anche scelto soggetti inconsueti, sottolineando l’importanza della figura dell’anziano nella cultura ma anche nella società. In occasione dell’inaugurazione della mostra Ugo Adda ha incontrato Lanostravoce, spiegando il perché di questa mostra e le sue caratteristiche peculiari.

Potresti spiegarci la scelta dei soggetti della tua mostra ed anche il perché della scelta dei colori?

Il progetto nasce come una sorta di street photography in varie città Italiane, principalmente a Napoli. Prima di tutto volevo realizzare un progetto fotografico che riportasse la mente dello spettatore dietro nel passato. Pertanto, ho voluto che le foto fossero in bianco e nero. In seguito, mi sono anche avvicinato alla figura dell’anziano, cercando di capire la sua tipica espressione del viso. Inoltre, ho anche pensato che uno spettatore, guardando la foto di un anziano, può intraprendere un percorso psicologico particolare.

Conosci i soggetti ritratti?

No, sono tutti sconosciuti e sono stati fotografati sul momento.Giravo in queste città e cercavo situazioni strane e pertanto, particolari. Situazioni che dovevano colpirmi in qualche modo. Parallelamente, cercavo soggetti che attraverso la loro espressione del viso spiegassero la loro storia e la loro psicologia.

Che cosa vorresti far scaturire nella psicologia dello spettatore?

Uno spettatore, guardando un’espressione particolare di un anziano, può afferrare la psicologia del personaggio. Io ho giocato molto sui piani, ho cercato sempre di cogliere il volto piuttosto che il posto dove il soggetto si trovasse.

Qual è il tuo rapporto con gli anziani e cosa pensi di questa categoria sociale?

I mio rapporto con gli anziani è ottimo. A mio avviso l’anziano viene troppo spesso interpretato come un oggetto ingombrante, quando invece, è un soggetto pieno di saggezza ed esperienza, accumulate durante il corso  della sua esistenza.

La mostra sarà disponibile al pubblico fino al 18 Novembre, dal Martedì al Sabato dalle 10, 00 alle 13, 00. Il Martedì e Giovedì dalle 15, 30 alle 18, 15 ed il Sabato dalle 15, 30 alle 18, 45.