Parlamentarie PD. Famiglietti: la mia vittoria va oltre il fronte Renzi

Frigento – “C’è un’azione delle ultime ore che lascia il tempo che trova. Sembra che Rosanna Repole vanti più preferenze in un comune del Vallo di Lauro. È una cosa che dovrebbe essere campata in aria”. Così il sindaco di Frigento, Luigi Famiglietti, candidato alle primarie per il parlamento in Irpinia a Radio Punto Nuovo. “Stando ai risultati comunicati ieri sera dai seggi sono il terzo in provincia di Avellino ed è un risultato veramente lusinghiero. Ringrazio davvero tutti i comitati di Renzi che mi hanno sostenuto. E ora guardiamo con fiducia alla composizione delle liste”.

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Per Famiglietti questa è “una vittoria che va ben oltre il fronte Renzi, nel senso che tantissimi iscritti e simpatizzanti, gente che alle primarie ha votato Bersani ha ritenuto di investire su di me e sul cambiamento. C’è una speranza forte di innovazione e di cambiamento che riguarda il PD anche nel Sud e in Irpinia – dichiara il giovane candidato a Radio Punto Nuovo – e oggi io mi sento investito di una grossa responsabilità e spero di non tradire le aspettative di queste persone che hanno deciso di offrire il loro voto alla mia persona”.

Poi il sindaco di Frigento espone a Radio Punto Nuovo le sue priorità per il futuro dell’Irpinia, della Campania e del Sud: “la mia priorità resta quella di costruire un programma insieme al partito che riparta dai problemi del Sud, e soprattutto che metta al centro dell’agenda il Mezzogiorno perché secondo me solo investendo sul Mezzogiorno può crescere l’intero Paese. Quindi investire sul Mezzogiorno, sui giovani e anche sull’economia della conoscenza e poi cercare di dare una mano ai tantissimi cassintegrati di questa provincia. Bisogna ripensare lo sviluppo di questa provincia – prosegue a Radio Punto Nuovo Famiglietti –  bisogna ripensare soprattutto il sistema di welfare perché rispetto a quello ideato negli anni Settanta è chiaro che la società è totalmente cambiata. Bisogna pensare a un welfare inclusivo per le giovani generazioni, senza però lasciare indietro i cinquantenni che sono fuori dal mercato del lavoro”.

Erminio Cipriano

RPN