Berlusconi e Bersani: la “vecchia politica” non cambia mai

È scontro tra Bersani e Monti, anzi il centro di Monti, quel politico anelato da tutti fino a quando ha deciso di candidarsi. Ecco la “vecchia” politica farsi avanti, non voler demordere mai: le poltrone fanno comodo a tutti. Così, dopo Berlusconi che ha dichiarato guerra a tutti, il segretario del Pd Bersani va alla carica contro il premier che ha scelto di “salire in politica”:  “Con Monti ho ottimi rapporti ma ora è una parte politica e deve fare chiarezza…” deve essere “rigoroso nella distinzione tra politica ed istituzioni…Monti vuol mettersi in Europa nello stesso posto dov’è Berlusconi? Monti e il centro pensano che il bipolarismo non vada bene, vogliono smontarlo? E se non vogliono smontarlo da che parte si mettono?… Rispondono i collaboratori del Professore: “Per ora non rispondiamo, non polemizziamo con Bersani. Eventualmente, se lo riterrà necessario, lo farà più avanti Monti…Noi abbiamo una nostra agenda e non abbiamo l’esigenza di posizionarci rispetto al Pd. Il nostro programma è chiaro e conta solo quello”.  A rispondere per le rime è il leader dell’Udc Casini, politico di professione che accusa Bersani di “doppia morale“…“No caro Pier Luigi, questa doppia morale non mi convince e mi induce a più amare riflessioni” cioè, forse che i democratici non vogliano un centro “competitivo e scomodo” perché preferiscono il vecchio ed eterno scontro con Berlusconi, ormai “un avversario di comodo”. E ancora, “le persone e le situazioni non possono essere valutate secondo le convenienze politiche”. Una vera e propria zuffa, con Berlusconi che torna in tv ed attacca il premier definendolo una “delusione e vice capo di Casini” dando vita a una “anomala armata Brancaleone”. Ma Monti non era quello che andava bene a Bersani e Berlusconi prima della candidatura? Bersani non si è “azzuffato” con Renzi perchè voleva in un futuro accordarsi con Casini per cercare di governare? Bersani, Berlusconi e gli altri: non cambia nulla e peggio di loro c’è l’urlo non di Munch, ma quello compulsivo dei populisti che, una volta in Parlamento, saranno peggio dei politici. Povera Italia: il meno peggio è Monti ma la compagnia che ha non gli concederà, purtroppo, spazio di manovre a sufficienza.

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