La Spagna, le parafarmacie ed il sistema “farmacia” in Italia

Madrid- In Spagna, il Governo Rajoy sta cercando di affossare il mondo delle farmacie credendo così di creare sviluppo e crescita: l’azione che si vorrebbe fare è quella di dare la possibilità a chi non è farmacista di acquistare una farmacia. E’ bene però fare il punto della situazione: oggi in Spagna così come in Italia per acquistare una farmacia si deve essere in possesso della laurea in farmacia che significa aver fatto un percorso di 5 anni di studi universitari. Le anticipazioni sulla proposta del Ministero dell’Economia parlano di abolire la titolarità esclusiva delle farmacie ed in base a ciò  è scoppiata la tensione , in attesa di misure di protesta molto più dure. Stiamo ancora parlando di una bozza di riforma atta a rilanciare la Spagna e la sua economia e tra le varie proposte anticipate dalla stampa c’è quella di abolire la titolarità esclusiva delle farmacie. Ciò significa che chiunque ha i soldi, un Berlusconi spagnolo o la Grande distribuzione spagnola(l’equivalente delle Coop e di altri gruppi-imperi economici) potranno acquistare le farmacie, mettere un farmacista a gestirle e fare la concorrenza su ciò che è più importante per gli esseri umani: la salute. I “Colegios oficiales de farmacéuticos” si sono riuniti per decidere la protesta da portare avanti contro una “futura legge” peggiore delle lenzuolate di Bersani che hanno solo creato una “diminutio” del ruolo del farmacista. Le parafarmacie, create solo per fare un favore alle Coop ed alla Grande distribuzione con cui l’erede del vecchio Pc è in accordo(è giusto strabuzzare gli occhi dinanzi all’alleanza grandi capitalisti- ex comunisti), portano i farmacisti ad avere nelle parafarmacie un ruolo quasi nullo: non ci vuole un farmacista per consigliare un farmaco solo in caso di dolore o mal di testa. E’ giusto fare le liberalizzazioni come le ha fatte il Governo Monti: aumentare il numero di farmacie(anche se poi in tal caso bisognerà vedere quanti dipendenti verranno licenziati e quanti prenderanno le nuove farmacie) salvaguardando il ruolo del farmacista, ma oggi le parafarmacie sono un ibrido incapibile. Se davvero in Spagna si liberalizzerà l’accesso alle farmacie alla grande distribuzione e a chi ha capitali senza competenze specifiche(laurea in farmacia), sarebbe la fine della farmacia intesa come presidio medico per la salute dei cittadini ma verrebbe vista e considerata solo come business. Annarosa Racca, presidente di Federfarma, guardando con preoccupazione ai fatti spagnoli ha dichiarato: “Là e qua la farmacia è nel mirino di gruppi di pressione che dicono di voler liberalizzare nell’interesse dei cittadini, ma di fatto rischiano di gettare un servizio di rilevanza pubblica nelle fauci del grande capitale”.

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