Benevento. Arrestati due assessori. Obbligo di dimora per il Sindaco Pepe.

Benevento – E’ un vero e proprio terremoto giudiziario quello che si è abbattuto all’alba di questa mattina sul Comune di Benevento. L’inchiesta della Digos, diretta dal pm Clemente, è scattata in merito a lavori pubblici che riguardano gli interventi di pedonalizzazione del centro storico e di realizzazione del Parco archeologico di contrada Cellarulo.

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Sedici le misure cautelari in corso di esecuzione dalle prime luci dell’alba. Si tratta di cinque arresti in carcere, tre ai domiciliari e di otto misure di divieto di dimora nel territorio comunale tra cui spicca quella per il primo cittadino di Benevento, Fausto Pepe (Pd).

In carcere sono finiti l’ex assessore al Lavori Pubblici, Aldo Damiano e l’attuale presidente del Consiglio comunale Luigi Boccalone, già assessore alle Finanze nel primo mandato Pepe. Porte del carcere aperte anche per l’imprenditore Mario Siciliano. Arresti domiciliari, invece, per Silvano Capossela, Pietro Ciardiello e Luigi Tedesco. Oltre al Sindaco di Benevento misura cautelari dell’obbligo di dimora in un Comune diverso da Benevento anche per Angelo Diana, Andrea Lanzalone, Roberto La Peccerella, Giuseppe Pellegrino, Andrea Scocca, Giuseppe Siciliano ed Achille Timossi.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dalla concussione, anche elettorale, alla corruzione, truffe aggravate, turbative di gare, frodi nelle pubbliche forniture, falsità ideologiche, abusi d’ufficio e frodi fiscali mediante l’emissione di fatture fittizie per importi rilevanti.

L’ORDINANZA DELLA PROCURA DI BENEVENTO PER L’OPERAZIONE “MANI SULLA CITTA’”

In data odierna in Benevento, Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa (nel casertano), ufficiali di PG della Polizia di Stato della Digos della Questura di Benevento, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip, nell’ambito di un’inchiesta diretta da questa Procura, nella quale risultano coinvolti 61 indagati. 

Le suddette misure cautelari, differenziate tra custodia in carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora in un comune diverso da Benevento, riguardano quattordici indagati tra amministratori, funzionari e tecnici del Comune di Benevento, nonché imprenditori sia locali che del Casertano. 

Le indagini sono state avviate nel 2010. Secondo la Procura, “dagli atti emerge uno spaccato criminale amministrativo davvero preoccupante, soprattutto dall’incrocio dei dati forniti dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, dalle intercettazioni telefoniche e dalla documentazione acquisita. Gli indagati – si legge ancora nella nota – risultano infiltrati nel tessuto socio-economico ed amministrativo, a volte con il paravento di attività formalmente lecite, col fine in realtà concretamente realizzatosi, come dimostrato dagli elementi raccolti, di acquisire, in modo diretto o indiretto, la gestione o comunque il controllo di appalti pubblici e l’affidamento di servizi”.

Per la Procura sannita si sarebbe in presenza di un vero e proprio “comitato trasversale di affari, che ha determinato un condizionamento e un inquinamento ambientale nelle procedure d’ufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilità dell’Ente comunale e sulle sue risorse”.

Ombre inquietanti anche sugli amministratori di Palazzo Mosti: “In alcune occasioni, a promuovere e/o organizzare altre vicende di natura illecita, sono stati proprio i predetti pubblici amministratori e/o funzionari, i quali hanno più volte affidato servizi e pagato le relative prestazioni – continua il comunicato stampa – senza che a monte vi fosse alcuna determina di affidamento, ad una cooperativa sociale, in cambio di consensi elettorali; in tale ambito sono anche emersi riferimenti a minacce di licenziamento nei confronti dei soci lavoratori di tale cooperativa, al fine di coartarli ad esprimere il loro voto a favore di detti politici”.

Non solo. Perché la Procura, attraverso l’analisi dei flussi di denaro (che ammonterebbero a svariati milioni di euro) ha anche sottolineato “uno scenario devastante con la pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali”.

Tutte indicazioni che inducono la struttura giudiziaria a parlare di un vero e proprio “sistema illegal” che comprende “il livello politico-amministrativo (sindaco, consiglieri), il livello dirigenziale-tecnico (dirigenti, funzionari e tecnici comunali), il livello imprenditoriale”, che si muovono in stretta sinergia.

Nell’ordinanza emessa dal Gip Cusani si parla di indagati che agiscono “nel più rozzo favoritismo e nel mercimonio della funzione, non più svolta nell’interesse esclusivo della collettività, ma per perseguire utilità ed interessi privati propri, di familiari, di persone o imprese amiche”. E ancora “emerge in particolare la mediocrità del personale tecnico e dirigente…che a parte la palese disonestà manifestata…appare del tutto inadeguato. I dirigenti ed i tecnici vengono fuori…come i vasi di coccio di manzoniana memoria, stretti nella morsa costituita da una parte dall’arroganza dei politici disonesti…e dall’altra dalle blandizie e dai favori offerti da imprenditori spregiudicati”, mentre la struttura burocratica del Comune appare “indifesa e debole di fronte agli abusi di potere ed alla corruttela di alcuni dei politic eletti”.

I provvedimenti

Ordinanze di custodia cautelare in carcere:

– Luigi Boccalone, già assessore comunale alle Finanze e attuale presidente del Consiglio Comunale di Benevento; – Antonio Cavaliere, imprenditore edile di San Cipriano d’Aversa; – Aldo Damiano, già assessore comunale ai Lavori Pubblici e attuale consigliere comunale; – Giovanni Racioppi, funzionario tecnico del settore Lavori Pubblici del Comune; Arresti domiciliari: – Silvano Capossela, imprenditore edile di Benevento; – Pietro Ciardiello, imprenditore edile di Benevento; – Luigi Tedesco, imprenditore impiantistica di Benevento; Obbligo di dimora: – Angelo Diana, di Casal di Principe, tecnico di fiducia dell’imprenditore Antonio Cavaliere; – Andrea Lanzalone, dirigente del settore Finanze del Comune di Benevento; – Roberto La Peccerella, già dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Benevento; – Giuseppe Pellegrino, già funzionario tecnico del settore Lavori pubblici del comune di Benevento; – Fausto Pepe, sindaco di Benevento; – Giuseppe Siciliano, imprenditore edile di Benevento; – Achille Timossi, funzionario tecnico del settore Lavori Pubblici del Comune di Benevento.