Il Napoli riacciuffa la Lazio ma si accontenta del pari

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ROMA – “Al Napoli sembrano mancare sempre cinque centesimi per fare un euro”. Le parole di Diego Armando Maradona, pronunciate soltanto poche settimane fa, sono state profetiche. Se non altro perché si tratta di uno che di calcio ne capisce qualcosa.

Partiamo dalla fine. Dagli ultimi minuti di gara. Da quel gesto di De Sanctis (peraltro di nuovo in serata da dimenticare), che, nel pieno del furore agonistico e del prevedibile assalto in cerca della rimonta clamorosa, allontana il pallone che il raccattapalle gli ha consegnato per riprendere il gioco. Il pareggio gli sta bene, ecco cos’ha detto il portiere del Napoli palesando la volontà di far passare qualche misero secondo in più.

E allora, ragazzi. Non c’è modulo, difesa a tre o a quattro, Insigne dall’inizio o a partita in corso, Mesto o Armero che tengano. Noi stiamo battagliando con chi è davanti a noi. E chi è davanti a noi, ci scommetterei di tutto ma non avremo mai la controprova, al posto nostro, ieri sera, avrebbe fatto fuoco e fiamme negli ultimi minuti, per portare a casa il risultato pieno. Io m’immagino Buffon al posto di De Sanctis: quel raccattapalle se lo sarebbe mangiato.

Noi ci accontentiamo del punto, ci sta bene, fortifica la seconda piazza mantenendo inalterato il distacco proprio con la Lazio (ma con una partita in meno da giocare). Siamo assecondati da una stampa che plaude al ritorno degli azzurri nella ripresa, invece di picchiare duro su un atteggiamento che ci ha privato della possibilità di vincere una gara fondamentale, in un momento, tra l’altro, in cui la Lazio era fisicamente scoppiata e ha potuto avvicinarsi alla nostra area soltanto perché noi abbiamo mollato la presa.

Homo faber fortunae suae, caro Morgan. Con questo comportamento hai dimostrato quello che meriti. Difendere la porta di una squadra di provincia. Noi vogliamo vincere. O provarci, quantomeno.

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LE PAGELLE

DE SANCTIS – 2 Al di là degli errori e dei buoni interventi (che ci sono stati), un atteggiamento come quello del portiere azzurro è immeritevole della nostra maglia.

CAMPAGNARO – 6 Come tutta la difesa, soffre la pressione alta dei laziali per tutto il primo tempo e per una parte della ripresa. Il suo grande merito è una grandissimo gesto atletico. Onore al merito di un atleta in scadenza e già promesso ad un’altra squadra (all’Inter), ma che a qualcuno potrebbe insegnare l’ardore che si mette in una partita.

CANNAVARO – 4 Posto che la convocazione di Gastaldello e di Bonucci legittima qualunque altra chiamata, non parlate più di Nazionale, gentilmente. E cerchiamo un centrale degno di questo nome.

GAMBERINI – 5,5 Dal suo lato Candreva si rende pericoloso, anche se spesso fa valere il mestiere.

MESTO – 5 Un passo indietro anche per lui rispetto alle precedenti uscite. Mai pericoloso. (10′ s.t. EL KADDOURI – 6 Entra e conclude, centralmente. Dovrebbe essere meno leggero nel gioco, la tecnica c’è.)

BEHRAMI – 5 A centrocampo il Napoli viene surclassato dai dirimpettai biancocelesti, e lui perde il duello con Hernanes. (45′ p.t. INSIGNE – 7 Dopo un’ammonizione da pivello, tira fuori dal cilindro una prestazione maiuscola. Si carica tutto il Napoli sulle spalle: dà la scossa e confeziona un pericolo dopo l’altro.)

INLER – 6 E’ la media tra il 5 del primo tempo, in cui viene risucchiato dall’ardore agonistico laziale, e il 7 della ripresa, quando sale sugli scudi e detta tempi e ritmi. Sfortunato, si vede negare la rete da un gran Marchetti e dalla traversa.

ZUNIGA – 6 Cerca di contenere Candreva e di dare la solita spinta nella catena con Hamsik. Va al tiro pericolosamente, centra con pericolosità. Alla lunga, il viaggio transoceanico si fa sentire. (35′ s.t. CALAIO’ – S.V.)

HAMSIK – 6,5 Prova ad accendere un paio di volte la luce nel primo tempo, senza successo. Scala a centrocampo nella ripresa, e con Inler guida l’assalto al pareggio.

PANDEV – 5,5 Prende calci e difende la palla, è vero, ma nient’altro. Ci si attendeva qualcosa in più.

CAVANI – 6 Anche nella serata in cui il gioco latita (e quindi anche le occasioni) sa far tremare gli avversari. Ci prova con la solita generosità, ma stasera non gli va bene.

MAZZARRI – 6 L’approccio alla gara è da “viva il parroco”. Il primo tempo sembra quasi una resa. Nella ripresa aggiusta le cose inserendo tutta la batteria di punte a sua disposizione, e gli va bene. Vorrebbe completare la rimonta, ma qualcuno non è d’accordo.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.