Il falso in tavola è devastante per la nostra gastronomia

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MILANO – Avete mai letto il libro “FALSO IN TAVOLA” dell’ Accademia Italiana della Cucina in collaborazione con i Carabinieri del Nas? Interessante anche perché, piaccia o no, l’Accademia è riuscita a portare alla ribalta un problema serio perché il falso culinario sta dilagando ormai in tanti ristoranti e sembra aver copiato il “falso alimentare” con cui purtroppo ormai siamo quasi obbligati a convivere.

Certo nel nostro Paese, per fortuna, ci sono ancora tantissimi ristoratori “seri” o più specificatamente rispettosi delle ricette della tradizione gastronomica italiana e custodi di un “sapere” antico costruitosi nei secoli, che ha fatto della cucina italiana un punto di riferimento per tutto il mondo dei buongustai. C’è però da rabbrividire a leggere i risultati della ricerca presentata a Milano dall’Accademia della Cucina Italiana in collaborazione con i Carabinieri del NAS. Ebbene su 530 segnalazioni di ricette taroccate arrivate dalle 290 delegazioni dell’Accademia sparse per l’Italia e per il mondo, ben 360 sono state rilevate in ristoranti italiani.

Colpa dell’improvvisazione in cucina di molti piccoli chef o dell’esasperata creatività di pochi grandi chef? Chissà. Un dato è certo. In questo particolare momento di crisi economica portare in tavola  il “falso culinario” permette anche di fare notevoli risparmi sui costi delle materie prime e sui tempi di lavoro in cucina. Questo di certo non costituisce  un pericolo per la nostra salute, ma è devastante per quella della nostra gastronomia, un settore troppo importante della nostra economia che rischia proprio in questo modo di perdere credibilità.