Lacedonia, fermento civico e istituzionale in difesa del “De Sanctis”

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LACEDONIA – A Lacedonia va avanti la battaglia civica e istituzionale per difendere il glorioso Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis” dall’accorpamento, deciso dalla delibera regionale numero 32 dello scorso 8 febbraio, con l’Istituto Superiore “Enrico Fermi” di Vallata.

Dopo il colloquio di venerdì mattina negli uffici della Regione Campania tra il sindaco Mario Rizzi, accompagnato dal suo vice Antonio Caradonna e da una delegazione del Comitato Popolare “Salviamo De Sanctis”, e il dottor Rossi, dirigente dell’assessorato alla Pubblica Istruzione, si ragiona a mente fredda sul da farsi. Il Comune di Lacedonia si è fatto promotore di una lettera già redatta che, prima di essere inviata all’ente provinciale e a quello regionale, sarà girata a ben sedici comuni limitrofi, per chiederne solidarietà e vicinanza nell’azione e per rinvigorire l’operato del comune in questa direzione.

“La decisione della soppressione della dirigenza del ‘De Sanctis’ – si legge nella missiva –, oltre a costituire un danno rilevante sotto il profilo antropico, contribuisce ad aggravare il depauperamento antropico delle nostre zone”. Secondo il Comune di Lacedonia, al di là delle motivazioni storiche e sociali, vi sarebbero ragioni di carattere giuridico, che difatti condurranno l’ente ad inoltrare un ricorso al Tar. Quella che accorpa l’istituto lacedoniese a quello di Vallata, sarebbe “una indicazione che non trova alcun riscontro in nessuno degli atti di indirizzo sia comunali e sia provinciali, ai quali l’Ente Regionale avrebbe dovuto rifarsi per la formulazione del piano, così come recita la normativa in vigore”.

Eppure, se da un lato la Regione avrebbe deciso sulla base di una non meglio precisata delibera provinciale, dall’altro si è coscienti che ancora non si è nelle condizioni di chiedere una deroga. Questa, difatti, è prevista per comuni montani o isolati, con almeno 400 studenti. “Il De Sanctis” di Lacedonia ne conta più di un centinaio in meno, ma si conta che in breve tempo si riuscirà a colmare questa lacuna numerica , grazie  a circa ottanta studenti provenienti dall’Istituto Superiore di Bisaccia e all’istituzione di corsi serali, già previsti da tempo, che avevano raccolto decine di iscrizioni.

“Siamo molto fiduciosi e speranzosi in una positiva conclusione della vicenda” dichiara il sindaco Rizzi. “Per espressa e precisa volontà della Giunta regionale, non ci è possibile perseguire il nostro obiettivo, che è la formazione di un Istituto Omnicomprensivo, che racchiuda tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio”. Ma c’è ottimismo per ciò che riguarda il raggiungimento della cifra minima di quattrocento alunni per poter richiedere una deroga, ed evitare quella che per il paese altirpino si configurerebbe come  l’inizio della vera fine.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.