Niente incarico regionale per Ingroia. Il Csm si oppone

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PALERMO  – Solo pochi giorni fa, Rosario Crocetta gli aveva consegnato i panni dell’esattore. Quelli di moderno (e democratico, s’intende) “Sceriffo di Nottingham” in terra siciliana. Evidentemente, però, al magistrato siciliano ultimamente non ne va bene una. Dopo lo schiaffo elettorale e nessun seggio conquistato in parlamento con il suo “Rivoluzione Civile”, per il oggi è arrivata una nuova porta in faccia, direttamente dal Consiglio Superiore della Magistratura.

Il Csm, infatti, ha deciso di non concedere al togato palermitano l’aspettativa e il collocamento fuori ruolo. Dunque: niente incarico regionale.
Antonio Ingroia non potrà guidare la “Riscossione Sicilia Spa”, la società che si occupa di riscuotere le tasse per conto della Regione. “Non è utile all’amministrazione giudiziaria”, la motivazione espressa, che in tanti avevano già previsto.

Aveva scelto l’isola e l’incarico palermitano, e non il “trasferimento” sui monti della Valle d’Aosta, dove quello stesso Csm che ha deciso di negargli il ruolo dirigenziale aveva già deciso di “spedirlo”. La regione valdostana, infatti, è l’unica nella quale il leader di “Rivoluzione Civile” non si è candidato alle ultime elezioni.

Aveva provato a spiegare che sarebbe stato più utile in Sicilia che non ad Aosta come “giudice in sovrannumero”, ma ogni giustificazione si è afflosciata dinanzi alla decisione del Consiglio, che in passato aveva già negato simili autorizzazioni. Neanche la promessa di ricevere un compenso dimezzato è riuscita a far breccia tra i colleghi, che non ne hanno voluto proprio sapere.
Insomma: pare che Antonio Ingroia non possa far altro che tornare a calcare i pavimenti dei Palazzi di Giustizia. Quelli valdostani, in particolare.