Il cellulare compie quarant’anni. E li dimostra tutti

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ROMA – Uscì fuori dal suo ufficio di New York con in mano un apparecchio. Lo portò vicino all’orecchio e fu ben lieto di comunicare al suo omologo della principale casa concorrente che aveva vinto la sfida. Stava effettuando la prima chiamata da un telefono senza fili.

Lui era l’ingegner Martin Cooper (nella foto), 44enne americano di origine ucraina, e di mestiere faceva l’amministratore delegato della Motorola. Dall’altro capo del telefono, Joel Engel, ricercatore della Bell Labs, casa rivale nella ricerca tecnologica. Fortunati passanti e selezionati giornalisti poterono assistere alla nascita di una nuova era. Certo, l’apparecchio era grandicello rispetto a quelli a cui siamo oggi abituati. Un chilo e 300 grammi per mezzora di autonomia di una batteria che si ricaricava in 10 ore.

Eppure, lo sappiamo tutti, quel giorno ha modificato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini. Raggiungere una persona invece di un luogo: la scommessa della Motorola fu vinta quattro decadi fa, e lo stesso Cooper capì la svolta che aveva impresso alla storia: “La telefonia cellulare è una realtà”.