Francesco, monito ai governanti: Occuparsi di chi muore di fame, non delle banche

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ROMA – “Non interessa se la gente muore di fame e non ha niente. I governi si preoccupano dela finanza e delle banche”.

E’ l’invettiva tanto semplice quanto violenta che viene da Papa Francesco, il quale parla davnti a duecentomila fedeli radunatisi in Piazza San Pietro per la veglia di Pentecoste. Nella sua omelia, Francesco ha richiamato l’importanza dell’etica nella vita pubblica: “Lo vediamo dai giornali quanto la mananza di etica porti a fare qualunque cosa”. Il Papa, che nella mattinata di ieri ha avuto un lungo colloquio con la cancelliera Merkel, ha poi rincarato la dose: “Se calano gli investimenti e le banche vanno in difficoltà, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie non hanno da mangiare allora non fa niente. Questa è la nostra crisi”.

Un monito ai governanti, quindi, parole al vetriolo per chi è deputato a prendere decisioni in nome e per conto della collettività. Un monito che giunge a poche ore da quello simile del caridnale di Genova Angelo Bagnasco, il quale aveva parlato del lavoro come della “lama più penetrante e tagliente nella carne della gente, il criterio per giudicare qualunque urgenza”.