Crescita e turismo per la città di Napoli: cosa visitare?

“Napoli è…”. Quante volte nel passato questa frase ha dato il là a poesie, opere letterarie, canzoni, opere drammaturgiche e figurative. Non perché in altre città del nostro Paese non ci sia altrettanto “materiale” creativo, ma a Napoli le differenze, le svolte a 180 gradi, rappresentano il DNA stesso di una città che ha fatto nel tempo, delle sue contraddizioni, vanto e vergogna. Oltre ad essere vicinissima alla Capitale, e quindi anche dal punto di vista turistico abbastanza comoda per gli spostamenti, soprattutto per chi viene dall’estero e vuole farsi il giro delle città Italiane. Molti alloggiano all’arrivo negli hotel di Roma, poi però come tappa immediatamente successiva scelgono Napoli.

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Napoli è “ingegno architettonico”, ritrovabile in alcuni suoi luoghi simbolo come Castel dell’Ovo, fortezza simbolo iconografico della città proiettata sul mare, o la Certosa di San Martino che al contrario la domina dalla collina, o ancora il Palazzo Reale, costruzione dei record, in quanto costruita dall’architetto Domenico Fontana all’inizio del diciassettesimo secolo in soli due anni.

Ma, come tutto il sud, Napoli è anche sacralità espressa nei suoi luoghi di culto più noti come la Basilica di San Francesco a Piazza Plebiscito, la Chiesa di Sant’Anna del quattordicesimo secolo e San Gennaro, cuore religioso della città.

Napoli è cultura. È questo forse l’aspetto meno conosciuto di questa città che offre una varietà di musei che pochi altri grandi centri in Italia possono vantare. Si rimane infatti ammaliati muovendosi tra le proposizioni d’arte dello storico Museo Archeologico che a breve compirà i suoi primi 200 anni di vita, il Museo di Capodimonte, il M.A.D.R.E, il Museo della Fisica e quello delle belle Arti.

Arte e cultura che testimoniano la grandezza che in passato ha caratterizzato questa città, che per secoli non solo è stata la Capitale del Sud Italia ma anche una delle metropoli più importanti del Mediterraneo.

Di quella storia, di quella città rimane oggi un segno indelebile nelle strade della città stessa. Strade che di per se stesse sono diventate dei simboli di eventi storici che hanno determinato momenti di svolta politica e culturale; luoghi come l’immensa Piazza Plebiscito, Piazza dei Martiri o Piazza Dante, o ancora le vie storiche come Spaccanapoli al centro della città e San Gregorio Armeno, luogo simbolo del Natale napoletano.

Elena Montaldi