Roma, il transrealismo di Guadagnuolo in mostra alla Biblioteca Vallicelliana

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ROMA – Presso la Biblioteca Vallicelliana, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mercoledì 15 maggio alle ore 16,30, verrà presentata la monumentale monografia Metamorfosi dell’iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo, a cura di Antonio Gasbarrini e Renato Mammucari.

Dopo l’uscita de A Transrealism Manifesto redatto nel 1983 dal matematico-scrittore Rudy Rucker, Il fenomeno si presenta già nel suo incipit come “Il Transrealismo non è tanto un nuovo tipo di fantascienza, quanto di letteratura d’avanguardia”. I paradigmi di una nuova forma d’arte rivoluzionaria, “Transrealism is a revolutionary art-form”, ancora dal Manifesto, sono sostanzialmente individuati dall’estensore nel mescolare fantasticamente la vita reale dei personaggi nel mutato e diveniente scenario tecno-scientifico contemporaneo.

Di ben altra valenza ontologica, epistemologica ed estetica è il Transrealimo che attraversa, trans appunto, la ricerca pittorica e scultorea di Francesco Guadagnuolo fattasi vieppiù visionaria e interdisciplinare a mano a mano che nello spazio culturale di Castelli Arte, a Ciampino, da lui stesso diretto dalla metà degli anni Ottanta a quelli Novanta, scienza e arte, musica, cinema, scrittura, poesia, astronomia, informatica, troveranno esaltanti momenti di confronti dialettici nelle tante iniziative culturali qui avvenute alla presenza di eminenti protagonisti delle varie discipline.

Un Transrealismo, quello di Francesco Guadagnuolo, debitore sì della cultura visiva più avanzata italiana ed europea, ma nel contempo originale quanto efficace nel rinnovamento neo-avanguardistico dell’impaginato pittorico o delle volumetrie scultoree.

La presentazione della monografia sarà inoltre un’utile occasione per valutare la portata del Transrealismo quale terza via praticabile all’interno dell’acceso dibattito in corso tra i fautori del Postmodernismo e quelli del Nuovo Realismo, su tutti, rispettivamente, i filosofi Gianni Vattimo e Maurizio Ferraris.