Grillo non sfonda e perde consensi. Sul blog è caccia ai colpevoli

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La protagonista indiscussa è stata l’astensione record, su questo non ci piove. Eppure da nord a sud, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, ad incassare la batosta più dura, e per certi versi inaspettata, è stato chi, solo qualche mese fa, aveva sottaratto il palcoscenico a tutti. Quel Beppe Grillo capace con il suo movimento di agguantare percentuali impensabili.Se poi si tratti di una semplice flessione o di un crollo vertiginoso, è ancora difficile da stabilire, considerate le tante e diverse sfide elettorali.  Certo è che, nella regione più piccola e più a Nord dello stivale, la Valle d’Aosta, parlare di tracollo non è azzardato. Lo scorso Febbraio, tra le montagne valdostane, la pattuglia grillina aveva messo insieme un 18,6%. Oggi, dalle urne delle regionali è venuto fuori uno striminzito 6,6%. E fa ancora più rumore la “caduta di Siena”, città dove il movimento grillino alle politiche aveva raccolto un incredibile 20%, e dove lo scandalo Mps avrebbe dovuto rafforzare la compagine del comico genovese. Oggi, il dato parla chiaro:7,5%. Stessa storia a Brescia, dove si è passati dal 16% al 6%.

Roma, vetrina più in vista delle amministrative, non fa che confermare il trend. Con i dati ancora in arrivo, il candidato grillino Marcello De Vito gravita intorno al 13%. Bottino magro, se confrontato con il 27,3 delle ultime elezioni.

Per “annusare” il clima post-voto in casa Grillo, è sufficiente dare un occhiata al tanto contestato blog, dove già dopo le prime proiezioni le accuse piovevano giù dritte. Colpa dei parlamentari troppo interessati agli scontrini e della scarsa presenza in tv, il leitmotiv intonato dai naviganti. Ma, scorrendo i tanti commenti la colpa sarebbe imputabile anche alla guida autoritaria imposta al movimento dallo stesso Grillo, e alla precaria preparazione degli “onorevoli cittadini.”

A cercare di stemperare la tensione, e a buttare acqua sul fuoco ci ha provato di Luigi Di Maio, Vice Presidente del gruppo grillino a Montecitorio. “Va fatto il paragone con le amministrative del 2008, e non con le politiche”, il suo commento. “Entreranno consiglieri comunali ovunque, ha poi aggiunto. “Prosegue lo tsunami trasparenza.” Sulla stessa lunghezza d’onda, il candidato al Campidoglio Marcello De Vito, che commenta il risultato con un  “Non è drammatico”, ribadendo poi l’impossibilità paragonare le comunali alle politche.

Paragoni giusti, o analisi azzardate, i numeri parlano da soli. Se la voglia di andare alle urne precipita, il consenso grillino sembra mettersi in scia.