Zanda contro Berlusconi: “Ineleggibile e mai senatore a vita”. Insorge il Pdl

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ROMA –  Chissà se il governo Letta vivrà un giorno di quiete.

Finora, tra Imu e giustizia, la quiete non si è respirata neanche nell’Abbazia di Spineto, dove il presidente del Consiglio ha portato i suoi ministri tra domenica e lunedì. E’ di oggi, infatti, l’ultimo fronte aperto, stavolta dal Pd. E’ in realtà un “sottofronte” del più vasto nodo-Giustizia, che da vent’anni prmai divide in due gli italiani. A lanciare la breccia è stato Luigi Zanda, capogruppo al Senato del Partito democratico, in un’intervista su Avvenire di oggi: “Secondo la legge italiana – ha affermato Zanda -, in quanto concessionario, Berlusconi non è eleggibile. Ed è ridicolo che l’ineleggibilità colpisca Confalonieri e non lui”.

Ma Zanda è andato oltre, affrontando anche la questione relativa alla possibilità che Berlusconi venga nominato senatore a vita. “In sessantasette anni di Repubblica – ha aggiunto – non è mai stato nominato nessun senatore a vita che abbia condotto la propria vita come l’ha condotta Berlusconi. Non credo che debba aggiungere altro”. Apriti cielo. Il Pdl si è rivoltato, con Schifani che ha parlato di “intervista che non facilita il compito del governo Letta”, mentre Cicchitto l’ha definita “una inutile provocazione. Con una mano si appicca il fuoco, con l’altra si fa finta di usare l’estintore. Solo in Italia – ha concluso Cicchitto – si può sostenere che è ineleggibile chi si è presentato a tutte le elezioni dal 1994 ai giorni nostri e nel quale si riconoscono alcuni milioni di italiani che lo votano”.