Cala il sipario in Lega Pro. Il Benevento chiude al 6° posto si lecca le ferite

BENEVENTO – Che Benevento-Barletta non sarebbe stata una partita da custodire negli annali del calcio, era cosa risaputa già dalla vigilia, con i pugliesi già rivolti ai playout contro l’Andria Bat, e con i giallorossi senza più nulla da chiedere alla classifica.

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Ma non sapevamo però che dalla sfida del “Ciro Vigorito” sarebbero sortiti sbadigli da “siesta” primaverile: 0-0 e tutti (s)contenti. Il Benevento si congeda dai suoi tifosi con 43 punti, al termine di una stagione priva di acuti ed ampiamente al di sotto delle aspettative.

Nell’ultimo atto di una stagione altalenante, contro il Barletta, nessuno spunto è arrivato dal rettangolo di gioco, a parte la doccia anticipata di Montiel al 60° per doppia ammonizione.

Così, come ormai di consueto, la stoica Curva Sud ha dato il meglio di sè incitando senza sosta la maglia giallorossa. Ciò che però ha suscitato emozioni particolari, è stata senza alcun dubbio la presenza tra gli ultras giallorossi della famiglia di Carmelo Imbriani, con la moglie Valeria e i figli Sofia e Fernando che sono stati oggetto anche di diversi cori di affetto e vicinanza da parte di tutta la Curva. Una presenza che testimonia come il legame tra i tifosi e il compianto capitano sia più saldo che mai, il quale ora è testimoniato attraverso l’affetto rivolto alla famiglia, che anche a fine match ha continuato a ringraziare i tifosi per il loro affetto.

Dicevamo, nella sonnacchiosa gara conclusiva della stagione che ha sancito il secondo sesto posto consecutivo dei giallorossi, ancora una volta, la curva sud, ha risposto “presente”, ed ancora una volta, è stata la migliore in campo. Ed a dispetto del pareggio e della gara senza significato, ha lanciato fortissimi messaggi alla gente, alla società, ai calciatori ed a se stessa. Primo tra tutti, che l’anno prossimo si deve cercare di ripartire insieme e compatti e soprattutto che “meritano” qualcosa in più. Un impegno morale per ognuno, che nel proprio settore deve portare avanti da adesso ai prossimi mesi. Dalla società, ai calciatori, al management, alla stampa, ai tifosi stessi.

Non potendo parlare di quello che è successo in campo, praticamente nulla, ciò che è stato davvero emozionante e suggestivo, vedere quella curva dalla quale non è partito nessun fischio e alcuna recriminazione, eppure ce ne stavano. Soprattutto per quelli che hanno pensato a gennaio, quando la gara con il Barletta sarebbe stata uno scontro diretto.

Tutto sommato, qualcosa è stato fatto in questi mesi e si riparte con la splendida curva e lo “zoccolo duro” forte e coese come non mai, ed una rosa però over, fin troppo. Il nodo è tutto quì.

Facendo un bilancio conclusivo, abbiamo assistito ad un campionato strano ed altalenante con un girone di andata a dir poco disastroso ed una rimonta entusiasmante nel girone di ritorno con l’arrivo di Carboni in panchina: tutto vanificato nelle ultime due gare con Nocerina e Pisa. Nonostante tutto ci sono stati diversi atleti che hanno giocato una buona stagione: su tutti il centrocampista Guido Davì, sopra la sufficienza anche capitan D’Anna, Mengoni, Marotta, Gori e l’allenatore Carboni.