Barcellona. Scontri tra Polizia e Vigili del Fuoco

pa_banner

BARCELLONA – Salgono sui tetti delle nostre case, domano incendi spaventosi, estraggono dalle lamiere i feriti di un qualsiasi incidente stradale. Sono questi e molti altri gli interventi che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco effettua per salvaguardare la vita quotidiana dei cittadini. La crisi, forse l’incendio che più a lungo sta devastando la nostra società, non tiene conto dell’importanza e dell’impegno che ogni pompiere mette nel proprio lavoro quando in caserma suona la sirena.

Un immagine simbolo della crisi che sta mettendo in ginocchio la Spagna è proprio questa: un poliziotto in tenuta antisommossa che colpisce a manganellate un vigile del fuoco. Circa 450 vigili del fuoco hanno manifestato il 29 maggio a Barcellona davanti alla sede del parlamento catalano per protestare contro i tagli del personale previsti per i prossimi mesi. La tensione è salita quando alcuni dei manifestanti hanno acceso un falò e fatto scoppiare petardi scatenando la reazione della polizia che li ha caricati.

In questi ultimi anni, nei paesi europei più colpiti dalla crisi, abbiamo assistito a manifestazioni e scontri di ogni genere. Dalla guerriglia urbana nelle strade di Atene ai cortei degli operai davanti le fabbriche di tutta Italia: la polizia o semplicemente lo Stato con casco e manganello ha sempre sedato con la forza e con il proprio potere ogni forma di protesta. Pochi giorni fa in Catalogna non ci sono stati soltanto dei semplici scontri tra un pompiere che non ha più il suo posto di lavoro e il poliziotto che vuole arrivare integro a fine giornata. Non sono scoppiati solo dei petardi ma, più di ogni altra cosa, le grida di una nazione a cui viene tolto il diritto di chiedere aiuto.