Scandalo intercettazioni, Obama si difende: “Piano anti-terrorismo”

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WASHINGTON – Come molti dei successori di Abramo Lincoln, anche Barack Obama potrebbe legare il suo mandato ad uno scandalo.

Quello che rischia di travolgere il primo Presidente statunitense di colore è stato già ribattezzato Webgate: i maggiori quotidiani a stelle e strisce hanno smascherato la National Security Agency, l’agenzia per la sicurezza nazionale, e la Fbi, accusandole di aver intercettato (nei fatti spiato) milioni e milioni di utenze telefoniche e di aver tenuto sotto controllo finanche i movimenti e le transazioni finanziarie di migliaia di cittadini americani, attraverso la tracciabilità di carte di credito.

L’operato della NSA e della Fbi, che rientra nell’ambito del programma di sicurezza Prism, si fonda appunto su ragioni di sicurezza nazionale: ma ormai i media sembrano essersi schierati. Il Wall Street Journal afferma senza giri di parole che “la Casa Bianca ha perso ogni credibilità”. La stessa Casa Bianca ha replicato: “Il Congresso aveva autorizzato il Presidente e questi è stato costantemente informato”. Inoltre sempre Washington ha rassicurato che nessuno ha ascoltato o sta ascoltando le telefonate degli americani e ha garantito che i dati sono conservati al sicuro da ogni intrusione esterna. Lo stesso Obama, che ha detto di essere inizialmente scettico sul programma di sorveglianza ma di averlo accettato per la prevenzione di attachi terroristici, ha poi affermato che il sistema di tracciamento delle email e dell’attività sul web non si applica ai cittadini statunitensi o alle persone che vivono negli Usa. 

Il programma di protezione sarebbe partito durante l’analisi del flusso di dati del colosso telefonico statunitense Verizon, per poi essere esteso ad altri operatori, che coinvolgono centinaia di milioni di utenti. E’ certo che la NSA abbia avuto accesso ai dati forniti da colossi del calibro di Google, Facebook, YouTube, Yahoo, Skype, Apple. L’agenzia e la Fbi avrebbero avto accesso a tutte le conversazioni, le videochiamate, le foto trasmesse da ogni utente, allo scopo di ricostruire la vita di ognuno e di fermare sospetti terroristi. 

Anche la Gchq, l’agenzia britannica per la sicurezza elttronica, dal giugno 2010 ha avuto accesso segreto ai dati del programma Prism.