Sigaretta elettronica, il Consiglio Superiore di Sanità: “Sì al divieto nei locali pubblici”

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ROMA – Equiparare la sigaretta elettronica ad una bionda normale, e dunque vietarla nei locali pubblici, a partire dalle scuole.

E’ questo il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, che raccomanda precauzioni ed attenzione per quel che riguarda l’utilizzo dei giovani e delle categorie a rischio, quali le donne in gravidanza. L’organo deputato alla valutazione dei rischi per la salute ha ritenuto che non vi siano prove sufficienti perché le sigarette elettroniche possano essere considerate medicinali “per funzione”, vale a dire senza una specifica destinazione d’uso, come invece lo sono i farmaci.

Il Css ha steso un elenco di alcuni punti che bisognerebbe osservare per limitare al minimo l’impatto nocivo delle sigarette elettroniche. Innanzitutto, mantenere il divieto di vendita ai minorenni e regolamentare la pubblicità del prodotto, per evitare che bambini e ragazzi possano “familiarizzare” con il tabagismo. In secondo luogo, costituire un osservatorio permanente. In ultimo, monitorare possibili sobradosaggi da nicotina attraverso gli interventi effettuati nei Pronto Soccorso. 

Il parere del Consiglio Superiore della Sanità è stato trasmesso al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che aveva detto di volerlo attendere prima di assumere decisioni in merito, “trattandosi di una materia molto complicata”. Il Css ha affermato di aver preso in esame il caso francese. Oltralpe, infatti, il governo sembra aver preso una strada che assimila sempre più le sigarette elettroniche al tabacco tradizionale: esse sono state vietate in bar e ristoranti, fermo restando il divieto di vendita ai minorenni.