L’Iran alla svolta: vince il riformista Rohani. Aperture ad Occidente ed Usa

TEHERAN – Svolta storica in Iran. Le elezioni presidenziali hanno decretato il successore di Mahmoud Ahmadinejad, presidente espressione del radicalismo antioccidentale.

Il nuovo presidente è Hassan Rohani, candidato della coalizione riformista e moderata, che ha superato sul filo di lana il 50% dei suffragi, soglia che gli consente di evitare il ballottaggio. Per la precisione, ha raggiunto il 50, 68%, pari a 18,6 milioni di voti, a fronte di un’affluenza di oltre 36 milioni di elettori, pari al 72,7% degli aventi diritto. Un risultato di grande prestigio, considerando la rosa di candidati, ben sei.

Rohani è stato in testa fin dalle prime battute degli scrutini, e l’annuncio ufficiale è arrivato con una conferenza stampa del ministro degli Interni. Il nuovo presidente è già apparso in televisione, parlando alle reti di Stato di una “vittoria dell’intelligenza, della moderazione e del progresso sull’estremismo”. Attualmente, Rohani guida il Centro di ricerca strategica e nel 2003 occupò un ruolo delicatissimo, con la nomina a capo negoziatore per il nucleare. In queste elezioni ha potuto godere dell’appoggio di personalità molto influenti in Iran: gli ex presidenti Ali Akbar Hashemi Rafsanjani e Seyyed Mohammad Khatami e dall’hojatoleslam Hassan Khomeini, nipote del defunto leader della Rivoluzione Islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini.

La vittoria di Rohani, in merito alla quale molti osservatori sono convinti abbia influito l’effetto-Siria, lascia intravedere una virata piuttosto netta in politica estera: apertura all’Occidente e agli Stati Uniti, con l’obiettivo di arrivare ad una risoluzione della questione nucleare.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.