Renzi e il modello-Blair: Pronto a fare il segretario

ROMA – “Innovativo, leggero, scattante, agile, e per questo non fragile, che possa cambiare l’Italia, imporre un bipolarismo di fatto, conquistare gli elettori degli altri partiti e dare una mano al governo, con lealtà ma senza piaggeria, preparandoci come è giusto che sia all’appuntamento con le prossime elezioni smettendola di smacchiare i giaguari, smettendola di farci dettare l’agenda dai nostri avversari, smettendola – che palle! – di farci governare dalle correnti e cominciando a farlo davvero, questo benedetto Pd”.

Eccolo, il Partito democratico secondo Matteo Renzi. In un’intervista concessa a Il Foglio di Giuliano Ferrara, il sindaco di Firenze esce allo scoperto. “Lo vorrei fare (il segretario, ndr) perchè ci tengo davvero a questo Pd”, afferma tra le altre cose. Tirando fuori anche un modello internazionale: “Io sono pronto, sto già lavorando, ho un piano, sto preparando un documento, e mi affascina l’idea di poter fare nel Pd quello che Tony Blair fece nel 1994 con il New Labour”. Il riferimento fuori dai confini fa sempre molto tendenza, meglio ancora quando è british.

Ma c’è qualcuno che le fa la fronda, caro Renzi? La sua risposta è implicitamente affermativa: “Se non mi fregano con le regole, e se non provano a restringere la partecipazione, come hanno fatto con ottima lungimiranza in altre occasioni, io ci sono; se vogliono fregarmi, se vogliono mettermi i bastoni in mezzo alle ruote, se vogliono continuare a far rimanere il Pd ostaggio delle correnti e se vogliono trasformare le primarie in una specie di Renzi contro il resto del mondo, non so se ne vale la pena. Ok?”. Chiaro, come quando non risparmia una stoccata a Bersani: “Al Corriere della Sera ha detto di non sapere se sono stato sleale con lui. Mi viene da dire solo una cosa: mi fa tenerezza”.

E chiaro anche come quando analizza presente e futuro del M5S: “Non sono particolarmente stupito dall’involuzione dei Cinque stelle. Si riassorbiranno, il Pd alle elezioni tornerà a conquistare gli elettori che ha dato in prestito a Grillo, e se il centrosinistra che ho in mente riuscirà ad affermarsi sono convinto che daremo vita a un Pd che valga più del 40%”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.