Scandalo Ior, via le prime teste. Si dimettono il direttore Cipriani e il suo vice

 

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CITTA’ DEL VATICANO – Cadono le prime teste nell’Istituto Opere Religiose.

Dopo lo scandalo dell’arresto di monsignor Nunzio Scarano (che, durante un interrogatorio di tre ore, ha chiesto i “domiciliari, magari in una parrocchia: la cosa che più gli manca è dire messa”, ha affermato il suo legale), beccato nel tentativo di trasferire venti milioni dalla Svizzera all’Italia, c’è qualcuno che ne trae le conseguenze. Si tratta di Paolo Cipriani e Massimo Tulli, rispettivamente direttore generale e vice della Banca Vaticana, che hanno rassegnato le dimissioni dal proprio incarico nelle mani del presidente Ernst von Freyberg, che ha assunto l’interim delle funzioni.

La notizia è stata comunicata da una nota del Vatiano: “Dopo molti anni di servizio – si legge – ambedue hanno deciso che questo atto sarebbe stato nel migliore interesse dell’Istituto stesso e della Santa Sede”. Insomma, dopo le parole chiarissime di Papa Francesco (“San Pietro non aveva una banca”) inizia a muoversi qualcosa all’interno della contestatissima “cassa di risparmio” vaticana. Sembrano aprirsi le prime crepe in un inossidabile muro di protezionismo. Che sia solo un caso?

Andrea Festa

Informazioni su Andrea Festa

Avellinese di nascita, apolide nello spirito, scrive con passione. È il fondatore nonchè l'editore di questa testata giornalistica. Il mondo è un libro scrisse Sant'Agostino - chi non viaggia legge solo la prima pagina e Andrea, a quanto pare, lo ha preso alla lettera e non fa che viaggiare per una miscellanea sragionata di interessi. Laureato a Siena in Scienze Economiche e Bancarie, ha conseguito numerosi Master. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica locale, l'Avellino, il Risiko ed un buon bicchiere di vino. Oltre a scrivere per La Nostra Voce, su cui ha anche un blog, dirige una Società editoriale specializzata, anche, in Comunicazione Istituzionale, Marketing Territoriale e Uffici stampa.