Emigrazione: sempre più frequenti i casi dei giovani italiani | di Daniela Losanno

LONDRA – Un Trolley, un volo internazionale, ed un minimo di soldi in tasca…la realtà non si discosta dal passato, questa è la storia di un’epoca odierna costretta a RI-fare i conti con l’emigrazione, convinti di averla lasciata al passato, ma invece???

 Quanti sono i giovani che ogni anno emigrano dall’Italia in cerca di lavoro, esperienze o una sistemazione migliore?

Citando i dati Aire, possiamo evidenziare che nel 2011 sono state Lombardia e Veneto le regioni dalle quali sono emigrati più giovani (tra i 20-40 anni): 4768 lombardi e 2568 veneti. L’espatrio è quindi maggiore dalle zone più produttive dell’Italia, con la Sicilia (2418 espatri), seconda nel 2010 e primatista nel decennio 2000-2010, seguita da Lazio (2236) e Piemonte (2197). Emigrano più i giovani uomini rispetto alle giovani donne.

Quali sono le mete più ambite?

Dopo la Germania, con “Berlino” presa d’assalto (scelta nel 2012 da 10.520 persone) gli italiani tendono a preferire la Svizzera (grazie ai numerosi posti di lavoro e alle paghe esorbitanti), la Gran Bretagna (meta multiculturale e patria di assoluto divertimento), la Francia, l’Argentina, gli Usa, il Brasile, la Spagna, il Belgio e l’Australia.

L’incremento degli espatri nel 2012 rappresenta un vero e proprio “boom” che non si era mai verificato prima del 2007.

Perché espatriano i giovani Italiani?

1.     Un milione di licenziamenti è il dato riguardante il 2012 nel mercato del lavoro italiano (LaStampa.it);

2.     Secondo l’Eurispes, quasi il 60% degli italiani tra i 18 e i 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita all’estero, dati relativi al cosiddetto «brain drain» o «fuga dei cervelli».

3.     Da un’indagine condotta dal Comune di Milano in collaborazione con l’associazione “Italents” (svolta su un campione di 1.300 giovani espatriati) emerge chiaramente il punto debole del nostro Paese: alla domanda sul perché si siano trasferiti all’estero, circa l’80% degli interpellati risponde: “all’estero vige la meritocrazia, mentre in Italia no”.   

4.     Per “mollare tutto” e partire basta un biglietto di andata, qualche soldo per sopravvivere i primi giorni e… nient’altro! Se saprete muovervi nel modo giusto, troverete casa e un lavoro che vi permetterà, non solo a coprire le spese necessarie, ma anche di seguire una buona scuola di inglese o di qualsiasi altra lingua.

 Questa è la triste storia odierna dei giovani “italiani talentuosi” ma nati in un periodo storico negativo, con la coraggiosa scelta di dover fuggire fuori dal proprio paese per dimostrare le proprie capacità, costretti a fare i conti con una realtà sempre più difficile da affrontare.