40 Anni fa moriva ANNA MAGNANI: una breve rievocazione della sua vita

Anna Magnani, sconfitta da un male inesorabile, morì a Roma  il 26 settembre del 1973. Grande attrice, nei giorni della sua morte, fu definita dalla stampa italiana “esplosione di umanità.” Era  una umanità formatasi  nella realtà specifica di Roma, la città in cui era nata e di cui sarebbe divenuta la espressione più vera.
E fu quella cultura  di Roma, quella del Belli, di Trastevere e di Petrolini a fare di lei una  attrice grande e completa.

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Anna Magnani  é nata a Roma l’ 11 aprile del  1908 anche se la  versione tradizionale  la vuole nata ad Alessandria d’ Egitto poiché la madre aveva seguito il marito in Egitto , fu allevata dalla nonna e dalle zie. Aveva una passione per il pianoforte tanto che i familiari decisero di farla entrare all’Accademia di  Santa Cecilia .

Aveva quindici anni e all’accademia conobbe un suo coetaneo, un ragazzo magro e nervoso  di nome Paolo Stoppa(diventerà il grande attore di cinema e di teatro che conosciamo) che le consiglio’ di seguire i corsi di recitazione nella scuola dedicata ad Eleonora Duse. Dopo qualche tempo il giovane Silvio D’Amico, insegnante di Storia del Teatro in quella scuola, raccontava : 

“È venuta da noi una ragazzetta piccola e mora, con gli occhi espressivi. Non recita, ma vive le parti che le vengono assegnate”.

Dopo il diploma comincia il lungo tirocinio in compagnie prestigiose come quella di Vergani-Cimara.  Nel 1934 è assieme ai fratelli De Rege nell’avanspettacolo sebbene sia, come afferma Wanda Osiris “l’ antitesi della soubrette . Vestiva di nero e cantava con voce insolita”.  Intanto la sua personalità, schiva e aggressiva nello stesso tempo, pittoresca e intrisa di ricchi umori romaneschi andava maturando.

Dopo un fuggevole incontro con il cinema nel 1936(Cavalleria ), nel  1941 De Sica le affida la parte di una soubrette in Teresa Venerdì.  La Magnani  conferisce al personaggio una pienezza plebea  e un sapore estroso e caricaturale.v Nella stagione  1941-1942 inizia la fortunatissima collaborazione tra Anna e Totò.
A quella prima rivista(Quando meno te lo aspetti), in cui la Magnani trionfa con il famoso sketch della fioraia del Pincio, ne seguirono varie altre.

Il 1945 segna l’affermarsi della sua personalità dominatrice, carica di umanità complessa e sofferta, con Roma città aperta, che da’ l’avvio a un
sodalizio di vita e di lavoro con Rossellini, dopo il matrimonio naufragato con Goffredo Alessandrini e il breve legame con Massimo Serato da cui aveva avuto, nel 1942 , il figlio Luca.

Per la parte della popolana, che cade  sul selciato abbattuta dal piombo nazista mentre tenta di raggiungere il suo uomo catturato dai tedeschi, la Magnani riceve il suo primo Nastro d’Argento. Questo film segna una svolta definitiva non solo nella vita della Magnani , ma anche nella storia del cinema poiché con esso nasce il Neorealismo.

Al primo riconoscimento segui’,nel 1951, un altro Nastro d’Argento per Bellissima, realizzato con Visconti, in quanto dopo scontri violenti e repentine rappacificazioni, il legame con Rossellini si era interrotto nel 1948.
Il declino del Neorealismo e l’affermarsi delle cosiddette “maggiorate” si ripercossero negativamente sulla sua attività e, nel 1955, la Magnani accetto’ un’offerta della Paramount per l’interpretazione di La Rosa  tatuata, dalla commedia di Tennessee Williams,  interpretazione che le valse l’Oscar, anche se nel film la sua potenza drammatica  risultò  velata da una patina hollywoodiana.

L’altro suo film americano, Selvaggio è il vento di Cukor non arricchì la sua già lunga collezione di personaggi.
Dopo un film con Castellani(Nella città l’Inferno) e un altro con Pasolini(Mamma Roma) tornò coraggiosamente al teatro di prosa nel 1965 con La Lupa di Verga. Nel 1970 accetto’ di interpretare per il piccolo schermo una serie di telefilm che costituirono una specie di cavalcata nella storia e nel costume dei cent’anni  dell’Italia unita. Proprio  nel momento del suo inarrestabile declino fisico ” Nannarella” ritrovo’ così,in TV, la popolarità ed il successo  dei suoi anni più fulgidi.

Infine il 26 settembre del 1973 calò il sipario sulla vita di una delle più grandi attrici italiane del dopo guerra.