Letta da NY: Verifica di governo, Pdl ha umiliato l’Italia. Intanto è scontro Pdl-Napolitano

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ROMA – S’incendia il dibattito politico.

Dopo la nota del Quirinale in cui il Presidente della Repubblica ha bollato come “grave ed inquietante” la minaccia dei parlamentari Pdl di rassegnare in blocco le dimissioni dalla carica (http://www.lanostravoce.info/politica-e-palazzo/notizia-news/4363-napolitano-dimissioni-parlamentari-pdl-fatto-grave-e-inquietante.html), anche Enrico Letta fa sentire la sua voce, direttamente da New York.

Il presidente del Consiglio ha definito “un’umiliazione per l’Italia” le dimissioni in massa dei parlamentari Pdl. Ha poi fatto sapere che intende avere un chiarimento netto e definitivo al suo ritorno in Italia, e comunque prima del 4 ottobre, data in cui la Giunta per le Elezioni di Palazzo madama si pronuncerà (con esito largamente prevedibile) sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Il capo del governo, infatti, vorrebbe “responsabilizzare” il Parlamento, mettendo ai voti un testo che contenga una sorta di programma di rilancio dell’azione dell’esecutivo. “Domani – ha affermato Letta – appena atterro a Roma salgo al COlle per un chiarimento con Napolitano. Voglio decidere assieme a lui, davanti ai cittadini e nel più breve tempo possibile.

Il Partito democratico, attraverso il suo segretario Guglielmo Epifani, fa quadrato attorno a Giorgio Napolitano: “Il Pd condivide nella sostanza e nel contenuto la nota del presidente e ancora una volta ne apprezza lo spirito di servizio verso il paese. Tutto ora va ricondotto nell’alveo della chiarezza e per questo ognuno si assuma fino in fondo la responsabilità dei propri atti”. E Roberto Speranza, dirigente democratico, appoggia la linea di Letta e spinge per “un chiarimento forte e definitivo in sede politica ma anche istituzionale”. Il Pdl, invece, ha dato immediato seguito alla riunione di ieri sera, raccogliendo le firme delle dimissioni dei parlamentari e consegnandole ai capigruppo Schifani e Brunetta (che hanno risposto a Napolitano: “E’ il caso di parlare di golpe”), che a loro volta le consegneranno nelle mani dei presidenti di Senato e Camera, Boldrini e Grasso.

Ma nel partito di Berlusconi, oltre alla Santanchè, che ha etichettato Napolitano come “arrogante e non imparziale”, c’è anche chi cerca di smarcarsi dalla linea. E’ il caso di Lupi e Quagliariello: “Da qui al 4 ottobre – afferma il titolare del dicastero delle Infrastrutture – ogni parlamentare del Pdl deciderà il da farsi. Il partito ha dimostrato unità profonda intorno al presidente Berlusconi che ha posto, e noi con lui, una grande questione della democrazia del Paese e cioè che una grande forza sia senza un leader per una decisione della magistratura”. Quagliariello, ministro per le Riforme, getta acqua sul fuoco: “Ieri non abbiamo votato alcune dimissioni. Le dimissioni non si annunciano, si danno”. 

“Un bluff da operetta”, invece, sono le dimissioni per il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra, mentre per Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, “il Parlamento è ostaggio dei due partiti, bisogna andare a votare”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.