Priebke e il videotestamento: Fosse Ardeatine, rappresaglia cercata dai Gap

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ROMA – Pochi giorni dopo la morte, viene divulgata una videointervista ad Erich Priebke, che molti già definiscono un testamento, nel quale egli parla della sua autobiografia, dal titolo “Vae Vitis” (Guai ai vinti).

Intervistato dal suo avvocato Roberto Giachini, Priebke parla, tra le altre cose, dell’attentato di via Rasella e del conseguente eccidio delle Fosse Ardeatine. “Non era possibile rifiutarsi”, afferma ricordando l’evento. “Fu il capitano Schultz – racconta – ad essere investito del compito di organizzare la rappresaglia. Questo perché quando Kappler prese il comando delle operazioni in Italia, fece affiggere su tutti i muri che ogni attentato contro i tedeschi sarebbe stato punito con una severa rappresaglia”.

“Ma mentre Schultz – prosegue il boia delle Fosse Ardeatine nel suo testamento -, essendo stato in guerra in Russia era più abituato di noi alla morte, per noi fu un vero e proprio orrore”. L’ordine partì direttamente dal Fuhrer, se è vero che, come dice Priebke, “prima della rappresaglia Schultz disse a tutti: questo è un ordine di Hitler che dobbiamo eseguire e chi non vuole farlo è meglio che si metta con le altre vittime perché sarà anche lui fucilato”. Il videotestamento si conclude con le immagini della deposizione di Priebke in aula, nel 1996 presoo il Tribunale di Roma, e con la sua frase: “Sento, dal profondo del cuore, il bisogno di esprimere le mie condoglianze per il dolore dei parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine… Come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto, per me l’ordine di partecipare all’azione fu una grande tragedia intima… Io penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel loro dolore”.

Repubblica.it, tuttavia, riporta la replica di Marco De Paolis, procuratore militare di Roma, che ha istruito molti processi contro criminali di guerra. De Paolis afferma che “il militare ha l’obbligo di non adempiere ad ordini palesemente criminosi, illegittimi e assurdi, come quello di uccidere altri soldati che si sono arresi, oppure civili inermi”. Quindi cade la teoria secondo cui “quelli erano gli ordini e dovevano essere rispettati, pena la morte”. Un’altra affermazione piuttosto pesante e insultante di Priebke riguarda la volontà, da parte dei Gap comunisti, di provocare la reazione dei nazisti, per arrivare ad una sollevazione popolare. “Sapevano benissimo – sottolinea il boia nazista – che ad ogni azione contro i tedeschi sarebbe seguita una rappresaglia durissima”. 

Alla diffusione di questo video sono seguite ovviamente reazioni veementi da parte del mondo ebraico, del mondo politico e delle associazioni che in qualche modo sostengono il ricordo della Shoah e dello sterminio degli ebrei ad opera del nazionalsocialismo.