Tra Irpef, Irap, Imu la tassa più curiosa è quella sulle emissioni sonore degli aeromobili

Addizionali, imposte, ritenute, tasse e tributi: secondo la Cgia di Mestre il nostro sistema tributario è molto frammentato ma il gettito è altrettanto concentrato: gli incassi assicurati dalle prime 10 imposte valgono oltre 413 miliardi di euro.
A gravare maggiormente sulle tasche degli italiani sono l’Irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche) e l’Iva.
Con la prima lo Stato sfiora i 164 mld all’anno di incasso, con la seconda poco più di 93 mld di euro. 

pa_banner

Le aziende invece pagano in più l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), che dà 33,2 mld di gettito annuo, e l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che consente all’erario di incassare 32,9 mld di euro.
“Quest’anno – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia – ogni italiano pagherà mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi previdenziali: in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini e gli ultra centenari. Tuttavia, il dato disarmante è che gli italiani non usufruiscono di servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino è costretto a rivolgersi al privato, anzichè utilizzare il servizio pubblico.
Questa situazione si traduce in un concetto molto semplice: spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio. Gli esempi sono moltissimi: succede se dobbiamo inviare un pacco, se abbiamo bisogno di un esame medico o di una visita specialistica, di spostarci, ma anche nel momento in cui vogliamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi ragionevoli con quelli richiesti da una società moderna”. L’imposta più curiosa è sicuramente quella applicata dalle Regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili, quella più odiata è, molto probabilmente, l’Imu che da quest’anno paghiamo solo sulle seconde e terze case e sugli immobili ad uso produttivo/commerciale.
” Molte tasse- sottolineano dalla CGIA- sono state introdotte ex novo, altre sono state cancellate, altre ancora hanno subito profonde modifiche. Dagli anni’80 però, la pressione tributaria (data dal rapporto tra le imposte, le tasse e i tributi versati sul Pil) è aumentata di 9 punti. Se nel 1986 era pari al 21,3%, quest’anno dovrebbe attestarsi al 30,3%. Pertanto, questi 9 punti di differenza corrispondono a 140 miliardi di euro di tasse che gli italiani pagano in più rispetto al 1986″.