Facebook apre ai video violenti. E la difesa dei minori?

 

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REDAZIONE – Mark Zuckerberg, eccone un’altra. E questa farà discutere davvero. Dopo aver aperto i battenti a tutti gli utenti, senza un limite minimo d’età (che comunque sarebbe facilmente aggirabile), Facebook ha infatti annunciato che da oggi è possibile pubblicare video macabri o violenti, che ritraggono scene di terrorismo o di violazione di diritti umani. Così, sulla rete sociale più famosa e frequentata al mondo, sarà possibile imbattersi in video integrali che mostrano la decapitazione di un ostaggio occidentale da parte di integralisti islamici o l’esecuzione della pena capitale in un Paese che la preveda.

In questo modo, affermano da Facebook, “vogliamo denunciare la negatività di questi atti”. Non hanno però sufficientemente considerato che del miliardo e cinquecento milioni di utenti sparsi per il mondo, moltissimi hanno un’età compresa tra i 13 e i 18 anni, e potrebbero dunque rimanere scossi dalla vista di video del genere. Il primo ministro inglese David Cameron è letteralmente balzato dalla sedia quando è venuto a conoscenza della notizia: “Si tratta di una decisione irresponsabile”, ha affermato.

In rivolta anche psicologi, psichiatri e associazioni per la tutela dei minori: “Bastano pochi secondi di esposizione di tale materiale per lasciare tracce permanenti. Più i video sono realistici più questo diventa distruttivo”, afferma chi lavora a contatto con i ragazzi. Facebook ha parzialmente corretto il tiro, affermando di aver predisposto, all’inizio di ogni video, un messaggio che informa circa il contenuto. Ma non basta: la curiosità è parte integrante dei soggetti che fruiscono abitualmente della rete sociale. Non sarebbe sano mostrare loro un la crudezza e la crudeltà dell’micidio di una donna o della decapitazione di un uomo.