Napoleone è morto di cancro o è stato assassinato?

Come è morto Napoleone?
La domanda ha sempre avuto una risposta poco chiara anche se i test condotti a mezzo di reattori atomici al centro inglese di Harwell su quattro capelli di Napoleone hanno rivelato la presenza di tracce di arsenico e riacceso la polemica sulle cause della sua morte. 
La serietà di tali test sembra non possa essere messa in dubbio, ma la presenza  dell’arsenico nei capelli può avere varie interpretazioni, non necessariamente legate a un delitto. 
Infatti sulla natura del male che lo condusse alla tomba i pareri sono discordi in quanto la maggior parte degli studiosi ravvisa in un carcinoma gastrico la causa della sua precoce morte e rammenta che anche il padre di Bonaparte, Carlo, si spense ancor giovane per una affezione della medesima natura.
L’ipotesi é convalidata dal verbale redatto dai medici inglesi dopo l’esame necroscopico e in seguito diramato per il mondo.
In questo documento sono poste in evidenza  le lesioni e le alterazioni dei visceri, atte a convalidare la natura cancerosa della malattia e l’ attribuire ad un carcinoma la causa del decesso di Napoleone equivale a scagionare il governo inglese da ogni responsabilità in quanto era nota l’ indole inesorabile del male e la sua indipendenza dalle condizioni climatiche o ambientali.
La tesi bonapartista sosteneva che la fine dell’imperatore era stata accelerata o addirittura provocata dal clima di Sant’Elena, deleterio per gli Europei.
Tra i coloni, infatti, erano numerosi i casi di epatite e di dissenteria; anche i membri del seguito di Napoleone risentirono, in vario modo, del disagio di doversi adattare all’ambiente tropicale.
Lo stesso imperatore, in un momento di sconforto, ebbe a dire una frase significativa: “Sarei vissuto ottanta anni, se non mi avessero relegato in questa maledetta isola”.
Oggi, placate le passioni, sembra sia possibile giungere vicini alla verità attraverso un accurato esame delle due tesi. Un documento di particolare importanza e’ costituito dalla vrelazione che il dottor Antormarchi, nelle sue memorie, da’ dell’autopsia compiuta sul cadavere di Napoleone:autopsia non completa, poiché  le  autorità dell’isola non permisero che fosse aperta la scatola cranica, ma tuttavia sufficiente a rendere conto dello stato
degli organi interni.
L’ autopsia ebbe iniziò alle due del pomeriggio del sei maggio 1821, cioè venti ore dopo che Bonaparte era spirato; e fu compiuta personalmente da Antonmarchi, alla presenza del governatore Hudson Lowe e dei medici militari inglesi già rammentati.
Dalla sua minuta descrizione emerge, come motivo più probabile della morte, la perforazione di un’ulcera gastrica, diagnosi condivisa da parecchi studiosi e confermata anche dall’ andamento della malattia, quale risulta dalle memorie del medico e degli altri compagni d’ esilio.
Quanto alla natura dell’ ulcera stessa, che i chirurghi inglesi definirono cancerosa, oggi si propende piuttosto a vedere in essa una localizzazione gastrica della tubercolosi polmonare; fatto abbastanza frequente negli individui che risultino portatori di questa malattia.
La tubercolosi gastrica era sconosciuta all’ epoca dell’Antonmarchi, ma sappiamo senza alcun dubbio che Napoleone ebbe precedenti polmonari di natura tubercolare che si manifestarono anche con sbocchi di sangue.
Curato a Parigi dal celebre Corvisart, parve  ristabilirsi completamente e per tutto il periodo dell’Impero godette di buona salute.
A Sant’Elena però, oltre ai disturbi epatici immediatamente apparsi – si parlo’ anche di epatite malarica come causa della morte – il processo tubercolare ebbe una ripresa, segnalata dalla tosse e dalla accentuazione del catarro.
Oggi che abbiamo buona conoscenza dei legami esistenti tra la tubercolosi polmonare e quella gastrica, quest’ultima ipotesi appare  la più probabile.
Viene ad essere così parzialmente suffragata la convinzione dei bonapartisti che il clima di Sant’Elena  ebbe un diretto influsso sull’aggravarsi delle condizioni dell’Imperatore e quindi sulla sua precoce morte.

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