Decadenza Berlusconi, Giunta decide per il voto palese. Schifani: Ci saranno conseguenze

ROMA – 7-6. Per un solo voto, la Giunta per il regolamento del Senato, riunitasi stamane a Pala zzo Madama, ha decretato il voto palese per quel che riguarda la decadenza dal ruolo di senatore di Silvio Berlusconi, dopo la sentenza che lo ha condannato a quattro anni per frode fiscale.

Decisivo è risultato il voto della senatrice Linda Lanzillotta, di Scelta civica, che è stata il vero e proprio ago della bilancia nella votazione e che ieri aveva fatto di voler aspettare le relazioni di Anna Maria Bernini (Pdl) e di Francesco Russo (Pd) per decidere la sorte del proprio voto. Kuigi Zanda, capogruppo del partito democratico in Senato, ha difeso l’esito della votazione: “E’ stata una votazione corretta – ha affermato -, non c’è stata alcuna interpretazione né modifica del regolamento”.

Alla notizia, il Cavaliere sarebbe andato su tutte le furie, annullando il pranzo previsto con i ministri del Pdl per cercare di ricucire lo strappo all’interno del partito. Il partito stesso ha reagito in maniera feroce all’esito del voto. Anche alcuni dei cosiddetti governisti hanno rilasciato dichiarazioni dal sapore “vendicativo”: “Si tratta di una pagina buia. La giornata di oggi non potrà non avere conseguenze. Daremo risposte concrete con il massimo della determinazione”, ha affermato Renato Schifani, capogruppo al Senato.

Il suo omologo alla Camera, Renato Brunetta, si è sfogato cinguettando: “Dalla Giunta una decisione assurda e senza precedenti contro Berlusconi. Una decisione contra personam e senza alcun senso. Inaccettabile”. Le pressioni che Berlusconi pare abbia esercitato sul governo perchè affermasse la non retroattività della Legge Severino, hanno trovato risposta nelle parole del presidente del Consiglio Enrico Letta: “Il 2 ottobre il Parlamento mi ha dato la fiducia con largo consenso. Il pilastro di quel discorso era che l’Italia ha bisogno di ripresa, di stabilità, e che ci sia separazione tra singole vicende giudiziarie e il destino del governo”. a queste parole ha replicato la Bernini, ben più esplicita di Brunetta: “La Giunta – ha affermato – ha partorito un mostro costituzionale contro Berlusconi. E’ stato modificato il regolamento del Senato: è intollerabile, una cosa di una gravità inaudita. È impensabile che i nostri voti sostengano il governo di cui fa parte un partito, il Pd, che vuole decapitare il nostro leader, Berlusconi”.

La data nella quale ora l’Aula di Palazzo Madama voterà sulla decadenza di Berlusconi potrebbe essere compresa tra il 4 e il 15 novembre. Il Movimento Cinque Stelle affonda il colpo: “Non ci sono più impedimenti. Grasso calendarizzi immediatamente la votazione”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.