Renzi chiude alla Leopolda: Maggioritario e riforma della Giustizia

FIRENZE – Ha fatto scalpore in sala quando, parlando della necessità di riformare la giustizia, ha annunciato di voler raccontare la storia di Silvio.

Ma non si trattava di Silvio Berlusconi. Matteo Renzi ha riportato in auge una storia di una settimana fa, che ha visto protagonista Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, rimasto in carcere per qualche mese e che dopo un anno di disavventure giudiziarie ha visto la sua figura uscire del tutto pulita dall’inchiesta che lo aveva riguardato.

L’ultimo giorno di Matteo Renzi alla Leopolda (affollatissima) è un discorso a trecentosessanta gradi. In una scenografia anni ’60, con tanto di microfono d’annata, il candidato alla segreteria del Partito democratico parla di futuro, legge elettorale, correnti, vertice del partito. “Guardiamo al futuro – ha affermato -, basta parlare di Berlusconi. Noi dobbiamo definirci, non possiamo permettere agli altri di farlo. Renzi ha poi affrontato il nodo della legge elettorale, confermando la sua posizione in favore di un’alternanza bipolare. “No al Porcellum e no alle larghe intese. Bisogna puntare dritti verso il maggioritario”, ha affermato con convinzione, aggiungendo: “Ciò non vuol dire che siamo contro il governo in carica, il quale è frutto di una legge elettorale che, appunto, noi vogliamo eliminare”. 

“Lo schema migliore è quello dei sindaci, perchè dà tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto; quello che ha vinto ha i numeri in Parlamento per governare e quello che governa è responsabile per cinque anni di quello che fa”. E sulle riforme istituzionali: “Via il Senato e il bicameralismo perfetto: Palazzo Madama diventi la Camera delle autonomie. E via le Province”. Poi ha aggiunto i quattro punti-chiave, a cui corrisponderanno altrettante proposte di cambiamento, sono l’Italia, l’Europa, il lavoro e l’educazione. “Vinceremo andando a sottrarre voti a Grillo e ai delusi del Pdl. Ma dobbiamo farlo con le nostre idee, con le nostre proposte”.

La parola d’ordine che Renzi lancia dalla Leopolda è “semplicità: dobbiamo avviare una rivoluzione della semplicità. Semplicità nel fare politica senza la puzza sotto il naso ma in maniera semplice e chiara. Questa è la risposta a chi ci accusa di essere incolti e barbari”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.