Napoli corsaro a Marsiglia, la reazione arriva subito

 

MARSIGLIA – E’ la notte dei cambi azzeccati. E’ la notte che mette in vetrina quel pizzico di capacità profetica che un grande allenatore deve avere. E Rafa Benitez, stasera, ha dimostrato ancora una volta di possederne a quintali.

Il Velodrome non è il San Paolo, l’atmosfera non è quella da Champions. Il Napoli del professore madrileno, che a poche ore dal fischio d’inizio svela il mistero e schiera il Pipita dal primo minuto, si presenta a Marsiglia con la ferma volontà di riscattare il passo falso (sfortunato e meritato) di venerdì scorso contro la Roma.

Dicevamo del clima. Il “the Champions” ovviamente non è quello che da Fuorigrotta scuote i vetri di Posillipo, eppure è udibile nitidamente, forse portato dal vento che squarcia tutte le città di mare e che stasera soffia forte. Duemila i temerari al seguito, alcuni dei quali si producono in utili ed intelligentissimi scontri con la Polizia, poco lontano dall’impianto marsigliese. Ma il calcio è rettangolo verde, quel che c’è intorno è, appunto, contorno, e quel che accade fuori vale meno di zero, come chi provoca tensioni e disordini. Gli azzurri (che stasera sono azzurri anche nella divisa: riposta nell’armadietto la mimetica) entrano in campo con piglio deciso. Certo, l’OM non è l’Arsenal ed appropriarsi del terreno di gioco è molto più semplice di quanto lo sia stato nella maledetta serata color fumo di Londra.

Sugli scudi Mertens, che Benitez, per la capacità profetica di cui sopra, ha preferito ad Insigne: il primo squillo del folletto belga arriva su punizione, dopo due minuti. Il secondo dopo un altra manciata di giri di orologio: controbalzo alto sulla trasversale di Mandanda. Prima, durante e dopo, tante giocate, tagli, conversioni al centro e servizi in fascia a premiare la corsa di Armero, che in un’occasione spreca il passaggio al bacio mandando sull’esterno della rete e facendo imbufalire Higuain, che aspettava di appoggiare in rete. E’ proprio Higuain a divorarsi l’occasione più ghiotta di tutta la partita. Servito al millimetro ancora da Mertens, il puntero argentino si avvicina alla porta avversaria e cerca l’angolo basso alla destra del portiere. La rasoiata termina a lato di un metro, facendo disperare tutta la carovana azzurra e facendo rivedere ai tifosi i fantasmi del film visto venerdì sera all’Olimpico. 

Ma non può essere così, il Napoli è troppo superiore a questo Olympique terribilmente sgonfio, che sembra vivere solo delle folate del suo pubblico. E allora Higuain – generosa la sua prova nonostante una condizione fisica e mentale tutt’altro che ottimale e un atteggiamento un po’ timoroso – prova a riscattarsi mettendo in vetrina uno dei pezzi migliori del suo repertorio: il cambio di campo ad occhi chiusi, alla Careca. Protezione della palla e girata di sinistro ad imbeccare Callejon sull’altro lato. Lo spagnolo – a proposito: questa riserva del Real è davvero un pacco: molte grazie – controlla, rientra sul destro con un mezzo sombrero e scarica una pistolettata in rete, facendo esplodere il settore ospiti. E’ giusto così, un primo tempo dominato e un risultato che sta stretto.

Il copione non cambia nella ripresa: il Napoli entra concentrato e compatto, prova a chiudere e ripartire. La cerniera di centrocampo funziona, Behrami le prende e le dà, Inler prova a ragionare ma acnh’egli fa il fabbro, quando serve. Mertens, ancora lui, allarga il gioco o taglia al centro, facendo impazzire anche Abdallah, riserva messa dentro con il compito di costringere il belga ad una fase difensiva più impegnativa. Il Pipita termina le batterie, al suo posto Zapata. A beneficiare più di tutti è Marek Hamsik – luci e ombre nel primo tempo -, che solca il campo centralmente, facendo partire l’azione del raddoppio. Azione veloce e intelligente allo stesso tempo. Callejon si ferma, serve Mertens, il cui tacco è un funambolismo meraviglioso. Zapata – ecco la capacità profetica di Benitez – si libera al tiro e la piazza all’incrocio, bagnando con una rete (che poi si rivelerà decisiva) il suo secondo gettone in Champions League.

L’OM è tramortito, ma va ammazzato: il 2-0 è sempre stato un risultato vigliacco, basta un nulla per riaprire la gara. Il Napoli dà l’idea di tenere bene il campo e di saper controllare le disordinate sfuriate avversarie. Ma la rete di Ayew, a pochi minuti dal 90′, qualche brivido lo fa venire. Non foss’altro perché l’ultima azione, nel terzo ed ultimo minuto di recupero, è una punizione gettata dentro da Valbuena alla ricerca di una mischia. Ma l’esperienza di Pepe Reina blocca la sfera e le velleità francesi, portando a Napoli tre punti d’oro.

Si tratta infatti di una vittoria fondamentale per gli azzurri, che in classifica si posizionano di fianco ad Arsenal e Borussia Dortmund (che stasera ha espugnato proprio l’Emirates). Sei punti a testa. Sei, sei, sei. Se non è questo un girone infernale…

TABELLINO

OLYMPIQUE MARSIGLIA (4-2-3-1): Mandanda; Fanni (al 53’ Abdallah), N’Koulou, Diawara, Morel; Romao, Cheyrou; Payet (al 70’ Thauvin), Valbuena, A.Ayew; Gignac (al 77’ J.Ayew). A disposizione: Samba, Mendy, Imbula, Lemina. Allenatore: Elie Baup

NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Fernandez, Albiol, Armero; Behrami, Inler; Callejon, Hamsik (all’83’ Insigne), Mertens (al 74’ Mesto); Higuain (al 58’ Zapata).A disposizione: Rafael, Cannavaro, Dzemaili, Pandev.Allenatore: Rafael Benitez

Marcatori: 42′ Callejon (N), 67′ Zapata (N), 86′ A.Ayew (OM)

Ammoniti: Cheyrou, Payet, J.Ayew (OM)

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.