Pubblicata oggi la Evangelii gaudium, esortazione apostolica firmata da Papa Francesco

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CITTA’ DEL VATICANO – “Il denaro deve servire e non governare”. Ancora una volta le parole del Papa cadono sulle coscienze come macigni. Viene pubblicata oggi la “Evangelii gaudium”, esortazione apostolica firmata da Papa Francesco a conclusione dell’Anno della fede, e centrata sulla nuova evangelizzazione. Il testo, potente e pragmatico e insieme intriso di spiritualità è umanità, appare come una sorta di manifesto programmatico del pontificato di Bergoglio. Il Papa chiede una riforma finanziaria che non ignori l’etica e un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare. Il Papa chiede una trasformazione missionaria della Chiesa, esortando ecclesiastici e cristiani ad uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. E ritiene necessario pensare anche a una conversione del papato per renderlo più adatto al ministero di servizio. Nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium, pubblicata oggi, papa Bergoglio afferma che è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno. Il documento, – che rilancia e sistematizza molte delle considerazioni fatte dal Papa nei primi mesi di pontificato nelle omelie e negli interventi e incontri pubblici – invita la Chiesa a prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Di prendere coscienza della zizzania non con reazioni lamentose né allarmiste e di essere capace di una evangelizzazione gioiosa, e di festeggiare. Le “buone strutture – osserva il papa latinoamericano – servono quando c’é una vita che le anima, le sostiene e le guida” e oggi va attuato un improrogabile rinnovamento ecclesiale. Pilastri del rinnovamento, nel testo, sembrano essere le parrocchie, come presenza ecclesiale nel territorio, e le altre istituzioni ecclesiali, esortate insieme con le Chiese particolari, a un “deciso processo di discernimento, di purificazione e di riforma. Al vescovo, che deve saper stare davanti, in mezzo o dietro al popolo, a seconda delle circostanze e delle esigenze, il Papa chiede di essere “audace e creativo.