Omicidio Lino Romano, carcere a vita per Baldassarre. L’assassino: Non mi pento

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NAPOLI – Sarà carcere a vita per Salvatore Baldassarre, l’uomo che la sera del 15 ottobre 2012 ha ucciso per errore nel quartiere di Marianella a Napoli il giovane operaio Lino Romano.

La sentenza e’ stata emessa poco fa dal gup Francesco Cananzi dopo il processo con rito immediato. Momenti di tensione e di emozione alla lettura del dispositivo, quando i genitori e la sorella della vittima sono scoppiati in lacrime. Oltre a Salvatore Baldassarre ad essere condannati Giovanni Marino, il giovane che guidava l’auto del killer, Anna Altamura, la donna che con un sms aveva dato il segnale che la vittima predestinata, Domenico Gargiulo, stava uscendo dal palazzo, e i due figli della donna, Carmine e Gaetano Annunziata. Tutti, ad eccezione di Baldassarre, hanno collaborato alle indagini. Poco prima che il gup si ritirasse in camera di consiglio, Baldassarre aveva confessato chiedendo perdono ai familiari della vittima: “Chiedo perdono, ma non mi pento”. Lino Romano, 30enne di Cardito, nel Napoletano, fu ucciso il 16 ottobre dell’anno scorso alla periferia di Napoli con 14 colpi di pistola. Il giovane, incensurato e senza alcun legame con la malavita, venne ammazzato per uno scambio di persona.