Il venditore di medicine: al Festival di Roma il coraggio di andare controcorrente

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ROMA – Al Festival Internazionale del Cinema di Roma va in scena l’impegno ed è un film italiano a farsene portavoce. Il venditore di medicine, un film coraggioso presentato Fuori Concorso è stato fortemente voluto da Antonio Morabito, regista e autore del soggetto e della sceneggiatura. Protagonista il comparaggio, pratica che consiste nell’offrire a medici viaggi, regali e favori per convincerli a scegliere i farmaci di una determinata azienda, prodotti che nella grande maggioranza dei casi sono identici l’uno all’altro. 

Il venditore di medicine è Bruno, interpretato da Claudio Santamaria, contemporaneamente vittima e carnefice, in preda alla disperazione indotta dai licenziamenti che la casa farmaceutica per la quale lavora sta operando. Bruno non ha freni morali; inganna i colleghi, tradendo perfino le persone a lui più vicine. “Il film – dichiara Santamaria – prende il punto di vista da questa figura che è l’ultima ruota del carro, colui che conta meno di tutti, ma rappresenta non solo dell’informato scientifico ma una classe molto precisa, l’uomo con la valigetta, il rampante, colui che cerca di raggiungere un certo status sociale della ricchezza, ed è proprio questo il meccanismo che funziona tanto nel film, perché è il carnefice e anche vittima, perché di fatto per sostenere questo ritmo e questa pressione che viene dall’alto è costretto di fatto a drogarsi, quello che gli prescrive il suo medico non è altro che cocaina legale, anfetamina. Non solo questo ma attraverso i suoi strumenti, fa del male anche alla sua famiglia, distrugge ciò che ama, sua moglie, ritrovandosi dall’altra parte e forse capisce davvero e profondamente di cosa si tratta il suo lavoro”.

Il venditore di medicine è una pellicola scomoda; molto difficile riuscire a fare un film sullo scandalo della sanità più grosso e più taciuto. “Siamo stati aggrediti via mail durante la lavorazione del film e la struttura ospedaliera che avremmo dovuto usare per le riprese ci ha impedito l’ingresso all’ultimo momento”, ha raccontato l’attore che nel film recita accanto a Isabella Ferrari, crudele capoarea, e Marco Travaglio che appare in un cameo nelle vesti di un medico onesto.