Fioroni: Il Pd non può trasformarsi in un partito di sinistra

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ROMA – Le anime del Pd sono in agitazione. Questa volta è Beppe Fioroni ad evidenziarlo: “In un partito uno può starci anche stretto, ma io mi impegno fino all’8 dicembre e lo faremo con l’iniziativa pubblica del 6 dicembre, affinché non si cada nella tentazione di mettere in piedi una grande Sinistra Unita, che faccia sentire meno soli il Nuovo Centrodestra”.

Lo ha detto Beppe Fioroni del Pd durante la trasmissione Omnibus su La7, che alla Convenzione del Pd non era presente ma ha sentito gli interventi e ha notato: “Avevano una parola in comune che era il termine socialismo. Noi abbiamo dato vita a un soggetto che si chiama Pd ma vedo che ci preoccupiamo di essere o la parte buona della destra o la parte cattiva della sinistra e io vorrei invece ricordare che il Pd è nato per essere un soggetto di centrosinistra. Vorrei evitare che scompaia una delle tradizioni fondanti del Pd, cioè i cattolici democratici e il popolarismo, che ieri sono stati i grandi assenti su quella platea. Anche chi poteva ricordarne la storia, per interessi di cassa e di bottega ha infatti continuato a scavalcare a sinistra. Con il Pd abbiamo voluto fare il partito di centrosinistra e ieri ho registrato delle tante posizioni di ieri, una competizione sulle varie sfumature di sinistra: mi auguro che sia una tattica elettorale e che il 9 dicembre il segretario che vincerà dirà che non ci iscriviamo al Pse, non entriamo nell’Internazionale socialista e che siamo un grande partito di centrosinistra perché se non lo dice penseremo a cosa fare. In un partito ci si può stare stretti ma combattere – conclude Fioroni – ma se qualcuno lo sbatte fuori e lo fa sentire estraneo ne prenderò atto”.