130 anni fa moriva Francesco De Sanctis

Francesco  De Sanctis, grande critico letterario italiano, é nato in Irpinia, a Morra(oggi Morra De Sanctis) il 28 marzo del 1817 ma è cresciuto a Napoli dove si trasferì nel 1826 e dove frequento’ varie scuole private finché non giunse nello studio di lettere del marchese Basilio Puoti, il più famoso
esponente del purismo meridionale che teneva gratuitamente lezioni ed esercitazioni e che aveva tra i suoi discepoli anche Settembrini.

In seguito,entrato in amicizia con il Puoti, De Sanctis divenne suo collaboratore nella revisione ed edizione di opere quale “I Fatti di Enea” del trecentista Gui da Pisa, mentre aveva iniziato a insegnare alla scuola dello zio paterno, don Carlo Maria De Sanctis, per diventare, nel 1839, insegnante di lingua e di grammatica agli stessi allievi del marchese.
Il marchese Puoti gli procuro’ anche una cattedra al collegio militare della Nunziatella, nel 1841. 

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Col passare del tempo, De Sanctis andava allontanandosi dall’osservanza ai canoni del Puoti (il maestro giunse a definirlo un ribelle) per ritornare alla cultura preromantica e filosofica di cui si era imbevuto nella prima giovinezza. E’ in questo periodo che maturano gli interessi politici del De Sanctis : maestro e allievi partecipano all’insurrezione liberale del 15 maggio 1948 finendo in carcere.
Al ritorno della reazione, De Sanctis si vede infliggere la sospensione da ogni insegnamento.

Nel 1850, compromesso in una trama politica, finisce prigioniero a Castel dell’Ovo, a Napoli. In prigione studia il tedesco e traduce fino a quando, nell’agosto 1853, viene esiliato e si imbarca per Malta, che avrebbe dovuto essere la prima tappa per l’America.
Va invece a Torino dove per sopravvivere, si dedica a una intensa attività giornalistica sul “Piemonte”, sul “Cimento” e sulla “Rivista contemporanea”: sono i primi dei famosi saggi critici che raccoglierà poi nell’omonimo volume.
Di temperamento ardente e ingenuamente sentimentale, De Sanctis stringe tenere amicizie con varie sue allieve; per una di esse, Teresa de Amicis (cugina di Edmondo),  nutre una vera passione, però non corrisposta.

Nel 1856 è nominato docente di letteratura italiana al Politecnico di Zurigo.
Vi rimane per quasi cinque anni che sono occasione di importanti incontri: conosce Mazzini, Listz, Wagner, la famosa Matilde Wesendonck(ispiratrice del Tristano ).
Intanto utilizzava le vacanze per brevi ritorni in Italia e fu durante uno di questi, nell’estate del 1856, che a Belgirate, sul Lago Maggiore, incontro’ il Manzoni.

Torna a Napoli nel 1860, in seguito all’amnistia concessa da Francesco II davanti all’incalzare degli eventi e comincia la sua carriera politica e parlamentare che lo vede, durante la dittatura di Garibaldi, governatore di Avellino, poi Direttore della pubblica istruzione, deputato al primo Parlamento Italiano, quindi, con Cavour, ministro della Pubblica Istruzione e infine pre quattro volte, vice presidente della Camera.
Per definire il proprio atteggiamento politico De Sanctis diceva di se stesso:”Sotto le varie forme della mia esistenza sono stato sempre del centrosinistra o della sinistra moderata, così in politica come in arte”.

Direttore dell’ “Italia ” dal1863 si stacco’ risolutamente da ogni posizione conservatrice e, dopo la caduta della vecchia Destra, combatte’ il Trasformismo denunciando, in una violenta campagna politica sulle pagine del “Diritto”, la corruzione politica, di cui vedeva il maggiore
rappresentante meridionale in Nicotera.
Benché anticlericale, da ministro fu fautore dell’insegnamento religioso e, sebbene avverso al culto della forza, di quello dell’educazione fisica.
La grandezza del De Sanctis sta nell’aver saputo rappresentare mondi interiori di poeti e nessi dialettici di cultura che gli consentono di essere considerato l’iniziatore, in Italia, del Romanticismo in senso europeo.
Le sue opere fondamentali sono: i “Saggi”, pubblicati nel 1866; “Petrarca”nel 1869; “La Storia” nel 1870-71; i “Nuovi Saggi” nel 1872.

Dopo aver occupato la cattedra di letteratura a Napoli dove svolse quattro memorabili corsi su Alessandro Manzoni, sulla scuola Liberale, sulla scuola Democratica e su Giacomo Leopardi.

Francesco De Sanctis si spense nel capoluogo campano(Napolio) il 29 dicembre del 1883.