Dramma nel carcere di Benevento: suicida un detenuto di Taranto

pa_banner

BENEVENTO – Ancora una vittima nelle carceri italiane. Gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno trovato impiccato con una coperta alla finestra della cella nella quale era detenuto. Si sarebbe suicidato così un ventinovenne originario di Taranto detenuto nel carcere di Benevento. Lo riferisce l’associazione Ristretti Orizzonti secondo la quale, con quello avvenuto nella casa circondariale di contrada Capodimonte, salgono a 46 i detenuti suicidi dall’ inizio dell’anno e a 141 il totale dei decessi in carcere. Questa morte che si somma a tante altre non farà altro che animare un altro dibattito sulla condizione delle carceri italiane. Una questione sulla quale il Presidente della Repubblica ha richiamato spesso i diversi governi che si sono succeduti. Ma oltre le promesse fatte da diversi partiti non si vede una via d’uscita. E pensare che su questo argomento l’Italia è sta condannata in maniera dura dalla Corte Europea. La sentenza pilota della Corte europea da cui è partito il presidente della Repubblica, Napolitano, nel suo messaggio alle Camere sulle carceri, è quella che nel maggio scorso ha condannato l’Italia a risolvere, entro il maggio prossimo, il problema del sovraffollamento negli istituti di pena e a prevedere i rimborsi per i detenuti vittime del problema. L’Italia non può più opporsi in alcun modo alla richiesta che le viene dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, perché la Corte di Strasburgo ha rigettato il suo appello, confermando il verdetto contro l’Italia che aveva già emesso l’8 gennaio scorso. Sempre nella sentenza i giudici sottolineano che spetta al governo italiano trovare le soluzioni più adatte a risolvere la questione. Tuttavia sollevano dubbi sulle misure prese sin dal 2010, in particolare con il “piano carceri”, e invitano le autorità italiane a mettere in atto misure alternative al carcere e a ridurre al minimo il ricorso al carcere preventivo. Se l’Italia non dovesse riuscire a risolvere la questione entro maggio 2014 la Corte di Strasburgo ricomincerà a esaminare le centinaia di ricorsi per sovraffollamento già arrivati e a multare l’Italia per il non rispetto dei diritti dei detenuti.