Per la Corte d’Assise di Roma l’assassinio di Quattrocchi non fu terrorismo: Atto di delinquenza comune

ROMA – Atto di delinquenza comune. E’ così, e non come atto terroristico, che la Corte d’Assise di Roma, in una sentenza di pochi giorni fa, ha giudicato l’omicidio di Fabrizio Quattrocchi, commesso in Iraq nell’aprile del 2004.

“Si tratta di una decisione incomprensibile – afferma Giorgia Meloni, presidente dei deputati di Fratelli d’Italia -, presa nonostante il sequestro sia stato rivendicato. Inoltre, è una sentenza che va contro la decisione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che riconobbe a Quattrocchi la Medaglia d’Oro al valor civile” perché “vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l’Italia”, come si legge, tra le altre cose, nelle motivazioni. 

Fabrizio Quattrocchi, trentaseienne genovese, fu barbaramente ucciso il 14 aprile del 2004 da uomini appartenenti alla Falangi Verdi di Maomentto, un gruppo di terroristi islamici che praticavano atti di questo genere per spingere l’Italia a ritirare il proprio appoggio alle truppe statunitensi, che avevano avviato la Seconda Guerra del Golfo. I suoi ultimi gesti e le sue ultime parole (“Adesso ti faccio vedere come muore un italiano”) provocarono un’ondata di emozione in tutto il Paese.

Insieme a lui, vennero rapite altre tre guardie private di sicurezza: Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio. Il rapimento avvene il 13 aprile 2004 a Baghdad. I rapitori chiesero all’Italia il ritiro delle truppe e le scuse per alcune frasi ritenute offensive dell’Islam. L’ultimatum fu rifiutato. I tre (Agliana, Stefio e Cupertino) furono liberati dopo 58 giorni di prigionia. Quattrocchi, invece, non fu liberato perchè venne ucciso subito, come testimonieranno gli esami sui suoi resti. Resti esclusivamente ossei, cosa che indusse gli anatomopatologi ad affermare che la salma fosse stata attaccata da animali.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.