“Lampedusa Accoglienza”: rimuovere il management dopo lo scandalo del centro accoglienza

LAMPEDUSA – Dopo lo scandalo del video di ieri in cui venivano ripresi gli immigrati raccolti a Lampedusa denudati e lavati con l’idrante, la legacoop Sicilia ha dato “ordini” alla coop che gestisce il centro per migranti, la ‘Lampedusa Accoglienza’, “di rimuovere e rinnovare il management attuale e di avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità”.

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Inoltre la presidenza di Legacoop Sicilia ha voluto creare una commissione d’indagine per “conoscere e verificare quanto accaduto nel centro di accoglienza. La commissione – scrive Legacoop – si avvarrà anche dell’apporto di professionisti esterni, per accertare al meglio disfunzioni e responsabilità”. Secondo Legacoop, “comportamenti come questi non sono ammissibili anzi, sono contrari all’etica cooperativa e vanno rimossi e sanzionati. Dopo l’indignazione generale – continua l’associazione- davanti alle scene viste in tv di sindaci, prefetti, ministri, associazioni e cittadini, siamo i primi a chiedere che i riflettori sul delicato tema dell’accoglienza dei migranti restino accesi per affrontare alla radice la questione”.

La commissaria europea Cecilia Malmstrom ha infatti affermato che le immagini viste sono “spaventose e inaccettabili” e la Ue “ha già cominciato una indagine” e “non esiteremo ad aprire una procedura di infrazione per assicurarsi che gli standard europei siano rispettati…La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati”. 

A dire la sua è anche il Ministro Cancellieri, secondo la quale “bisogna vedere tutta la procedura cosa comporta, prima di giudicare va fatta un’inchiesta, però le immagini fanno impressione. Le immagini di Lampedusa fanno stare male – ha aggiunto Cancellieri – Perché il problema delle disinfezioni esiste, so che Letta ha chiesto un’inchiesta. Può darsi che le immagini distorcano la realtà”.

Ad intervenire è anche Gino Galipò, amministratore delegato della cooperativa ‘Lampedusa accoglienza’  e gestore del centro di Lampedusa: ”Non esiste né un lager né un campo di concentramento e le immagini dei migranti che si sottopongono ai getti sanitari è una consuetudine praticata a loro difesa. Non potete – dice – metterci alla gogna per qualche sequenza che non dice nulla di ciò che facciamo”, e ”lo spazio in cui tutto si svolge è sostanzialmente protetto dalle pareti degli stessi container. Non è vero che tutti vedono tutto. Noi seguiamo una indicazione delle autorità sanitarie”. Si tratta del ”protocollo da seguire quando si spruzza un prodotto come il benzoato di benzina”, un derivato della benzina, ”un prodotto venduto in farmacia. Non è mica Ddt o gas. Va diluito e con perizia distribuito sul corpo. Ma preferiamo nebulizzare lo stesso getto in modo da evitare rossori, bruciature, effetti collaterali. Tutto questo serve per evitare l’insorgere di malattie, di manifestazioni fastidiose, a cominciare dalla scabbia, da pruriti, dal rischio di fenomeni simili”.
E il trattamento non viene praticato nei bagni perché ”abbiamo un container con appena sedici bagni. Un container dove quel giorno venivano ospitate 300 persone. E se avessimo spruzzato il benzoato di benzina nelle docce avremmo fatto correre dei rischi a tutti i migranti. Avremmo poi dovuto bloccare l’uso dei bagni, attendere di smaltire odori e prodotto. All’aperto si disperde tutto”. ”Quel video – aggiunge – falsa tutto. Qui si lavora notte e giorno con una abnegazione che tutti conoscono, senza mai tirarsi indietro su niente, sempre disponibili, pullman, mezzi e uomini pronti sul molo per ogni arrivo…”.

Anche la politica dice la sua ed Alfano, dice:”Sui fatti avvenuto al Centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa “accerteremo le responsabilità e chi ha sbagliato pagherà. Entro 24 ore avremo una relazione dettagliata, richiesta dalla procura di Agrigento all’Ente gestore, per comprendere le ragioni di quanto accaduto ed assumere le conseguenti decisioni”.

Il presidente del Consiglio Letta  afferma invece che si tratta di “immagini gravi che ci hanno choccato, il governo farà un’indagine approfondita e sanzionerà le responsabilità se saranno accertate” ed il ministro Kyenge le definisce cose “inaccettabili in uno Stato democratico. Anch’io, come il ministro Alfano – dice Kyenge – penso che bisogna intervenire sulle procedure di assegnazione ma anche cercare le responsabilità, chi ha sbagliato deve pagare. E’ disumano far denudare una persona, la rende una ‘non persona’ e questo episodio non deve essere lasciato cosi’, bisogna andare fino in fondo”.