Concordia, De Falco teste. Schettino: Sua telefonata inutile e provocatoria

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GROSSETO – E’ stato il giorno del faccia a faccia, dopo quasi due anni dalla tragedia a largo dell’Isola del Giglio.

Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, e Gregorio De Falco, capitano di fregata della Capitaneria di porto di Livorno, si sono guardati negli occhi dopo il primo e unico contatto telefonico di quella notte. Fu un contatto durante il quale ci furono scintille, con De Falco che cercava, sulle prime con le buone, di guidare Schettino neli suoi doveri comandante. Successivamente, il capitano perse le staffe, urlando quella frase (“Vada a bordo, c***o!”) che sarebbe poi diventata celebre in tutto il mondo.

Proprio questa telefonata è stata riascoltata durtante l’udienza, alla quale il capitano De Falco era presente come teste. “Esortai il comandante Schettino a risalire sulla nave ma non ci riuscii”, ha ricordato De Falco, che ha proseguito: “Mi chiedo ancora oggi come mai sia sceso dalla nave”. Alla testimonianza di De Falco è seguita la replica di Schettino: “Mi diceva richieste impossibili da realizzare e dava ordini perentori espressi con tono sprezzante. Fu una telefonata inutile e provocatoria, fatta da 140 chilometri di distanza, che fece diventare il comandante della Concordia un simbolo negativo, mettendo in cattiva luce le capitanerie di porto d’Italia”.