Istat: cifre con il segno meno per ogni comparto produttivo

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ROMA – Nel 2012 il valore aggiunto dell’intera economia ha registrato una diminuzione del 2,8% rispetto al 2011; la produttività del lavoro, calcolata come valore aggiunto per ora lavorata, è diminuita dell’1,2%; quella del capitale, misurata come rapporto tra il valore aggiunto e l’input di capitale, è scesa dell’1,4%. E’ quanto emerge dal report dedicato dall’Istat sulle misure di produttività. Tra il 1992-2012 l’economia italiana ha registrato quattro contrazioni: nel 1993 (con un calo del valore aggiunto dello 0,8%), nel 2003 (-0,8%), nel 2008-2009 (-1,7% e -8%) e nel 2012 (-2,8%).

La produttività totale dei fattori, che misura la crescita del valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico, a miglioramenti nella conoscenza e nell’efficienza dei processi produttivi, è diminuita dell’1,3%, dopo un biennio di crescita – rileva ancora Istat – . Negli ultimi venti anni la produttività del lavoro è aumentata ad un tasso medio annuo dello 0,8%. Tale incremento è la risultante di una crescita media dello 0,9% del valore aggiunto e dello 0,1% delle ore lavorate. La produttività totale dei fattori è cresciuta dello 0,4%. Alla crescita complessiva del valore aggiunto registrata tra il 1992-2012 hanno contribuito in misura simile l’accumulazione di capitale e l’aumento della produttività totale dei fattori (rispettivamente per 0,5 e 0,4 punti percentuali). Il contributo del fattore lavoro è risultato nullo.