Istat, differenze notevoli tra Nord e Sud in materia di presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari

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ROMA – Secondo i dati Istat in Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi sono 12.033 e dispongono complessivamente di 386.803 posti letto (6,5 ogni 1.000 persone residenti). L’offerta è costituita prevalentemente da “unità di servizio”, che svolgono una funzione di tipo socio-sanitario e mettono a disposizione oltre due terzi dei posti letto complessivi (il 74%). L’utenza cui si rivolgono è costituita perlopiù da anziani non autosufficienti. Dal punto di vista territoriale, il quadro è molto eterogeneo: l’offerta raggiunge i più alti livelli nelle regioni del Nord dove si concentra il 67% dei posti letto complessivi (9,5 ogni mille residenti) e tocca i valori minimi nel Sud con il 7% dei posti letto (soltanto 3 posti letto ogni mille residenti).

Le regioni del Nord dispongono della più alta quota di posti letto a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro un valore inferiore a 2 posti letto nelle regioni del Sud. Nei presidi socio-assistenziali sono assistite 369.523 persone: oltre 279 mila (il 76%) hanno almeno 65 anni, quasi 73 mila (il 20%) un’età compresa tra i 18 e i 64 anni e poco più di 17 mila (il 5%) sono giovani con meno di 18 anni. Il 75% degli ospiti anziani risulta in condizioni di non autosufficienza. Oltre la metà sono ultra ottantacinquenni e più di tre su quattro sono donne. Tra gli adulti (18-64 anni) prevalgono gli uomini che costituiscono il 61% dell’intero collettivo. Il motivo del ricovero è legato principalmente alla presenza di disabilità o di patologie psichiatriche (circa il 71% degli ospiti adulti). Circa il 46% dei minori viene accolto nelle strutture per problemi legati al nucleo familiare, quali incapacità educativa, problemi economici o psicofisici dei familiari. Il 59% degli ospiti minorenni non presenta alcuna problematica specifica, il 23% ha problemi di dipendenza e il 17% di salute mentale o disabilità.

Sono circa 13 mila i minori dimessi dalle strutture residenziali nel corso dell’anno 2011. II 45% risulta reinserito in una famiglia (di origine, adottiva o affidataria), mentre l’8% viene reso autonomo. Oltre 3 mila ragazzi (il 23%) sono stati trasferiti in altre strutture residenziali e 1.857 (il 14%) si sono allontanati spontaneamente dalla struttura. Gli stranieri sono 14.895, il 4% degli ospiti complessivi. Nel 55% dei casi sono adulti (3 ogni mille adulti stranieri residenti), nel 40% minori (7 ogni mille minori stranieri residenti) e soltanto per il 5% anziani (7 ogni mille anziani stranieri residenti). Nel 62% dei casi la titolarità dei presidi residenziali è di natura privata. Otto volte su 10 sono gli stessi titolari a gestire direttamente il presidio. Nelle regioni del Mezzogiorno gli enti pubblici che non gestiscono direttamente le strutture fanno maggior ricorso a istituzioni private (75% dei casi) contro il 64% nelle regioni del Nord e il 60% nel Centro Italia.