Non bastano due reti all’Arsenal e 12 punti: Napoli fuori, ma a testa altissima

NAPOLI – In principio era il Girone della Morte. Quello che sei già uscito. Poi vennero la vittoria sul Dortmund, le due vittorie sull’Olympique Marsiglia e quella di stasera sull’Arsenal. In mezzo, sconfitte a Londra e in Germania. Dodici punti.

Bisognerebbe scorrere gli annali della Champions, ma probabilmente non si troverebbe un altro caso del genere. La gara di stasera al San Paolo, contro l’Arsenal, era la classica gara da dentro o fuori, a causa del delicato equilibrio della differenza reti. Tre combinazioni avrebbero qualificato il Napoli, ma in realtà il calcio insegna – e stasera l’ennesima riprova dal Velodrome di marsiglia – che bisogna guardare solo in casa propria, pensare a se stessi ed evitare di cullarsi sui pareggi altrui.

Gli azzurri di Benitez stasera hanno giocato una partita commovente. Tosti, gagliardi, volitivi, aggressivi, concentrati, tecnici. Hanno saputo concedere poco o nulla ai capoclassifica d’Oltremanica, che del San Paolo probabilmente ricorderanno l’urlo devastante e poco altro. Una grande gara, quella del Napoli, preparata da Benitez e dai suoi uomini senza cadere nella trappola dell’inizio alla garibaldina (che spesso si tramuta in una fine alla “viva il parroco”), ma facendo sentire l’ardore e la tensione ad una squadra che, sì, è stata lasciata giocare, ma che ha saputo costruire una sola vera occasione, con Giroud nel primo tempo, quando Rafael è balzato come un felino deviando il diagonale del centravanti francese.

Higuain, il centravanti che per un po’ sembrava scomparso dal proscenio, se l’è ripreso d’impeto, con una conclusione di sinistro, dopo uno scambio con Callejon, che ha colto di sorpresa l’estremo difensore dell’Arsenal. Da quel momento – ed era il 70′ -, il Napoli ha iniziato inevitabilmente a giocare con un orecchio al Velodrome. Fin quando l’assordante silenzio del San Paolo non ha lasciato intuire che il Dortmund aveva allungato di nuovo e stavolta a pochi giri di lancetta dal termine, le due squadre avevano cercato di controllare la gara, non disdegnando qualche affondo, specie quando Armero (che sullo 0 a 0 aveva fallito un’occasione clamorosa) ha messo in mezzo un traversone insidiosissimo, non raccolto da alcuno degli avanti partenopei.

Solo dopo la rete di Grosskreutz il Napoli ha ricominciato a premere, ma ormai mancavano due minuti e la rete di Callejon, servito da un geniale scavalco di Insigne, ha potuto dare solo trenta secondi in più di speranza. Il Napoli esce dalla Champions, viene retrocesso in Europa League. Il pensiero che oggi il Galatasaray si sia qualificato con 7 punti rende la dimensione esatta della difficoltà di un girone che gli azzurri hanno giocato con onore. Higuain lo sa bene, e non riesce a trattenere le lacrime.

Ma la gara di stasera dà anche contezza e certezza di potersi basare su fondamenta solide. E l’applauso lunghissimo e scrosciante del San Paolo, al termine della gara, voleva intendere anche questo.

TABELLINO

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Armero; Dzemaili, Behrami; Callejón, Pandev (57′ Insigne), Mertens; Higuain. A disposizione: Colombo, Britos, Cannavaro, Uvini, Inler, Duvan. All. Benitez.

Arsenal (4-2-3-1): Szczesny; Jenkinson, Mertesacker, Koscielny, Gibbs; Flamini, Arteta; Cazorla (67′ Ramsey), Ozil, Rosicky (76′ Monreal); Giroud. A disposizione: Fabiaski, Vermaelen, Walcott, Wilshere, Bendtner. All. Wenger

Arbitro: Viktor Kassai

Marcatori:73′ Higuain, 90′ (+3) Callejon

Ammoniti:Arteta, Giroud (A), Mertens, Dzemaili (N)

Espulsi: Arteta (A)

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.